Criticata dai tifosi per le sue scelte, Jill Ellis ha ottenuto vittorie importanti che l’hanno portata due volte sul tetto del mondo

Dopo 5 anni da ct della Uswnt, Jill Ellis ha deciso di lasciare la panchina statunitense. Prima, però, Ellis guiderà la nazionale nelle amichevoli del Victory Tour. Poi, da ottobre, continuerà a lavorare per la Us Soccer nel ruolo di ambasciatrice.

Divenuta ct nel maggio 2014, dopo l’esperienza da assistente e poi per due volte da allenatrice ad interim, Ellis si è seduta sulla panchina degli Usa per 127 volte, diventando la ct con più presenze nella storia della nazionale a stelle e strisce. In queste 128 sono arrivate 103 vittorie, 18 pareggi e solo 7 sconfitte.

Proprio le 103 vittorie la posizionano sul secondo gradino più alto del podio come allenatrice più vincente di sempre nella storia della Uswnt. Davanti a lei solo il leggendario Tony DiCicco, fermo a quota 105, che Ellis può agganciare vincendo le amichevoli del Victory Tour.

Con Jill Ellis la Uswnt è salita per due volte, consecutive, sul tetto del mondo, prima in Canada nel 2015, dopo ben 16 anni dall’ultima volta, e poi quest’anno in Francia. In mezzo, però, c’è una delle sconfitte più dolorose della storia della nazionale americana: il quarto di finale olimpico perso ai rigori contro la Svezia nel 2016, ovvero il peggior risultato di tutta la storia della Uswnt, che per la prima volta è tornata a casa da un torneo internazionale senza una medaglia al collo.

Al momento della notizia dell’addio, numerosissimi tifosi americani hanno espresso la loro tristezza e ringraziato Ellis per il lavoro svolto in questi anni, ma sono stati gli stessi supporters statunitensi i primi a contestare le scelte della ct.

Uno dei motivi di maggiore contestazione è stata la scelta, senza un apparente motivo agli occhi dei tifosi, di non convocare Ali Krieger, molto amata dai supporter americani. Il terzino dell’Orlando Pride non è stato convocato per circa due anni dal 2017 all’aprile 2019, quando Ellis ha inaspettatamente deciso di darle una nuova possibilità, portandola poi anche ai mondiali.

Molte critiche hanno riguardato le scelte di formazione. Spesso è stata criticata per la decisione di insistere sulle stesse undici, anche quando alcune giocatrici erano fuori forma o poco incisive, o di sperimentare troppo, schierando, talvolta, delle giocatrici fuori posizione.

Alcuni esperimenti sono decisamente riusciti. È stata Ellis, infatti, a spostare Julie Ertz dal centro della difesa a centrocampo, con grandissimi risultati: Ertz è diventata una pedina insostituibile nel suo scacchiere e una delle centrocampiste più forti del mondo. Ed è stata la stessa ct a reinventare Crystal Dunn nel ruolo di terzino sinistro, per cercare di superare il problema della mancanza di giocatrici adeguate in quella zona di campo.

Nel 2016 Ellis si è trovata costretta a dover scegliere il nuovo portiere titolare, dopo che la porta americana era stata difesa per oltre un decennio dalla leggendaria Hope Solo. In seguito alla sospensione di sei mesi di Solo, che di fatto ha messo fine alla carriera del portiere con la nazionale, Ellis ha affidato le chiavi della porta ad Alyssa Naeher, preferendola ad Ashlyn Harris. Ellis ha ricevuto talvolta delle critiche a proposito di questa decisione, ma anche per la scelta di ruotare poco i portieri.

Nel corso della sua gestione, Ellis ha dovuto affrontare anche il ricambio generazionale, avvenuto prevalentemente tra il 2015, dopo i mondiali, e il 2016. In quel biennio, infatti, si sono ritirate 7 giocatrici, tra cui Abby Wambach e il capitano Christie Rampone.

La ct è stata criticata anche per la gestione di alcune giovani calciatrici. Un esempio recente è quello di Emily Fox, terzino sinistro classe ’98: la scelta di schierarla da titolare, alla sua terza presenza assoluta, nell’amichevole di gennaio contro la Francia si è rivelata fatale per la Uswnt, che ha perso 3-1 anche a causa dei gravi errori commessi dalla giocatrice, e per la stessa Fox, vittima di numerose critiche da parte dei tifosi e poi non più convocata.

Molte sono state le giovani portate in nazionale da Ellis che hanno avuto un impatto positivo. L’ultimo esempio è quello di Rose Lavelle, che si è dimostrata una delle migliori giocatrici del mondiale francese. Altri nomi sono quelli di Mal Pugh, Lindsey Horan, Abby Dahlkemper e Tierna Davidson, che insieme alle già citate Dunn e Ertz andranno a costruire lo zoccolo duro della Uswnt che il nuovo ct verrà chiamato a costruire.

Martina Pozzoli

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