La foto del loro bacio ha rappresentato uno dei momenti più belli e simbolici dell’ultimo Mondiale. Ora Eriksson e Harder hanno deciso di supportare Common Goal e l’iniziativa Play Proud per dare un aiuto concreto a giovani calciatori e calciatrici LGBTQ+

Magda Eriksson e Pernille Harder sono la definizione stessa di “power couple”:  una coppia composta da due persone che singolarmente hanno entrambe una carriera e un successo enorme e che insieme raggiungono livelli di venerabilità altissimi.

La foto che le ritrae al termine della partita Svezia – Canada è speciale per diversi motivi. Prima di tutto, è stato quasi commovente vedere che Pernille Harder indossava la maglietta della Svezia, nazione della fidanzata.

Infatti, la calciatrice danese non ha partecipato in prima persona ai mondiali (la sua nazionale era stata sconfitta in fase di qualificazione proprio dalla Svezia), ma questo non le ha impedito di seguire Eriksson attraverso la Francia e fare il tifo per lei ad ogni partita, indossando addirittura la maglia della squadra avversaria.

Soprattutto, però, la grande forza dell’immagine è data dal fatto che a baciarsi fossero due donne. E se da una parte ciò non dovrebbe ormai più creare scalpore, è necessario ammettere che nel contesto in cui viviamo tali immagini hanno ancora una grande risonanza e, anzi, tale risonanza è forse ancora necessaria (quando è espressa in senso positivo).

La cosa bellissima è che Magda e Pernille non si erano nemmeno rese conto di essere state fotografate. Il loro gesto era stato quanto di più spontaneo e naturale possa esistere.

Eppure quello scatto ha fatto il giro del web in pochissimo tempo e loro non hanno potuto non rendersi conto dell’impatto che aveva avuto.

“Da quel momento ho sentito che servivano punti di riferimento in quel senso,” dice Eriksson, “vedendo quanto se ne stava parlando e quante persone mi avevano scritto su Instagram dicendo che eravamo fonte d’ispirazione e che le avevamo aiutate molto. Mi ha fatto capire che insieme abbiamo un grande potere.”

Adesso le due calciatrici hanno deciso di usare tale potere per dare un aiuto concreto alla comunità calcistica. Unendosi a Common Goal, si sono impegnate a donare il 1% del loro stipendio a organizzazioni non governative impegnate nel calcio, con una serie di obiettivi comuni che vanno dal perseguimento della parità di genere alla crescita economica e alla promozione di salute e istruzione.

“Non ci costa molto, è solo l’1% dello stipendio”, fa notare Pernille. E Magda aggiunge: “Come singoli individui non andiamo molto lontano, ma se ci si impegna tutti insieme possiamo far sì che diventi uno strumento potentissimo per condividere quello che abbiamo con la comunità. […] Più siamo, meglio è.”

Magda e Pernille hanno aderito anche a Play Proud, iniziativa di Common Goal che prevede una serie di programmi con workshop e attività di formazione, pensati per giovani calciatori e calciatrici LGBTQ+, ma diretti anche ad allenatori e allenatrici. Lo scopo è quello di creare un ambiente sempre più inclusivo in ogni club, per evitare che le persone smettano di giocare a calcio perché non si sentono accettate (come spesso accade, purtroppo).

Martina Cappai