Come dopo la vittoria al mondiale di 4 anni fa, anche quest’anno la Uswnt ha sfilato a New York lungo il Canyon of Heroes e ricevuto le chiavi della città

Stesso posto, stessa data, stesso entusiasmo. Esattamente come il 10 luglio di 4 anni fa, il 10 luglio 2019 la Uswnt torna a casa con la coppa e con il titolo di campionesse del mondo in carica e le ragazze di Jill Ellis vengono accolte a New York da migliaia di tifosi accorsi per la ticker tape parade.

La parata ha inizio alle 9:30 locali, ma già diverse ore prima i tifosi affollano le strade della città. Non sono solo newyorkesi, ma i tifosi sono arrivati da stati come Pennsylvania, Virginia, Florida e Ohio, facendo diverse ore di viaggio solo per poter vedere da vicino le proprie beniamine.

Sono presenti tantissime bambine e ragazze, ma anche molti bambini e tanti adulti. E quasi tutti indossano la maglia della propria giocatrice preferita. Gli idoli indiscussi sono Alex Morgan e Megan Rapinoe, soprattutto tra le bambine, che sperano un giorno di diventare come loro.

La parata segue il percorso denominato Canyon of Heroes, prendendo il via a Battery Park e concludendosi al City Hall, dove si è tenuta la cerimonia di consegna delle chiavi della città. Per accedere al City Hall era necessario avere un biglietto gratuito con registrazione online: dopo pochi secondi dall’apertura delle registrazioni, i biglietti erano già esauriti.

Mentre le giocatrici percorrono il Canyon of Heroes, a bordo di mezzi scoperti, i tifosi intonano a più riprese, insieme alle stesse calciatrici, il coro “equal pay! Equal pay!”. Tra la folla, numerosi sono i cartelloni che inneggiano alla parità salariale tra calciatori e calciatrici della nazionale. I difensori Tierna Davidson e Crystal Dunn mostrano un cartellone con scritto “Le parate sono belle, ma la parità salariale di più”.

Prima di far salire la squadra sul palco allestito al City Hall, il sindaco di New York, Bill De Blasio fa il proprio discorso. “Ciò che ha fatto questa squadra è qualcosa di straordinario” ha detto il primo cittadino “Loro sono un’ispirazione per le ragazze, le spingono ad avere coraggio”.

Poi le ragazze vengono chiamate una ad una a salire sul palco tra gli applausi. L’ovazione più grande la ricevono Alex Morgan e Megan Rapinoe, salita per ultima col trofeo tra le mani, ma piovono grandi applausi anche per Rose Lavelle, rivelazione di questo mondiale, Tobin Heath e Carli Lloyd.

A questo punto prende la parola Carlos Cordeiro, presidente della Us Soccer. Il pubblico intona nuovamente il coro “equal pay! Equal pay!”, ma Cordeiro non fa nessun riferimento a questa possibilità: parla di momento storico e ricorda i grandi investimenti fatti nel calcio femminile, affermando che la federazione continuerà ad investire. Cordeiro, poi, ringrazia i 30 mila tifosi statunitensi che hanno seguito la squadra in Francia e chi ha fatto il tifo da casa, ricordando che le giocatrici hanno bisogno del loro sostegno non solo per mondiali e olimpiadi, ma anche quando giocano nelle rispettive squadre della NWSL.

Breve discorso anche per Carli Lloyd e Alex Morgan. “Sono orgogliosa di questa squadra, di tutte e 23” ha detto Lloyd, che ha poi ringraziato i tifosi “Speriamo di rivederci qui tra altri 4 anni”. Anche Morgan ringrazia i tifosi, oltre che tutto lo staff della nazionale e il sindaco De Blasio per l’ospitalità. “Fino ad oggi eravamo conosciute come la squadra di calcio preferita d’America, da ora in poi saremo semplicemente la squadra d’America” ha concluso la numero 13.

A questo punto, mentre risuonano le note della canzone “Welcome to New York” di Taylor Swift, De Blasio consegna le chiavi della città all’allenatrice Jill Ellis e poi ad ognuna delle 23 giocatrici. Simpatico siparietto tra Kelley O’Hara e Allie Long: al momento del turno di O’Hara, Long si avvicina al sindaco per farsi consegnare la chiave pensando toccasse a lei. Quando viene chiamata, Alex Morgan replica la tanto discussa esultanza del tè mostrata nella semifinale contro l’Inghilterra.

C’è ancora tempo, poi, per i discorsi di Ellis e Rapinoe. “È un privilegio lavorare con voi” ha detto Ellis riferendosi alle sue giocatrici “Fate sembrare tutto più facile di quello che è realmente”.

Rapinoe è la giocatrice del momento, la più contestata ma allo stesso tempo la più amata dai tifosi. Quando si avvicina al microfono per fare il proprio discorso, il pubblico le concede un’ulteriore standing ovation. “Sono orgogliosa di essere co-capitano di questa squadra insieme a Carli e Alex” ha esordito l’attaccante californiana, che dopo i consueti ringraziamenti ha voluto lanciare un messaggio: “Dobbiamo essere migliori di quello che siamo sempre stati: amare di più e odiare di meno, ascoltare di più e parlare di meno. È responsabilità di tutti, di chi è qui oggi, di chi non c’è e di chi non vuol esserci, rendere il mondo un posto migliore”. Rapinoe ha definito come incredibile il lavoro fatto dalla squadra, anche fuori dal campo: “Abbiamo compreso la posizione che abbiamo: giochiamo a calcio, siamo atlete, ma siamo anche molto di più”.

La cerimonia si conclude con altre foto della squadra sotto una pioggia di coriandoli rossi, bianchi e blu. Mentre il 10 luglio 2019 New York onora le giocatrici che stanno ispirando le prossime generazioni, il 10 luglio 1999 al Rose Bowl di Pasadena Mia Hamm e le altre ‘99ers, come sono state poi soprannominate, scrivevano la storia vincendo la finale mondiale contro la Cina ai rigori, ispirando una generazione di ragazze di cui fanno parte proprio Alex Morgan e compagne, che sono già state ribattezzate le ‘19ers.

Martina Pozzoli