Il Mondiale è stato l’argomento principale nell’estate del calcio femminile. Ha coinvolto emotivamente milioni di telespettatori ed è stato trattato ampiamente sotto diversi punti di vista. Con quest’analisi vogliamo concentrarci sul prevalentemente sul suo lato statistico e numerico.

Rispetto all’edizione precedente, svoltasi in Canada nel 2015, sono stati segnati esattamente lo stesso numero di gol (146). E’ variata la media spettatori negli stadi, in controtendenza rispetto ai dati di pubblico in TV. Alla base potrebbe esserci la scelta di disputare le gare anche in stadi con capienza ridotta e in città non sempre raggiungibili comodamente.

MEDIA SPETTATORI
Canada 2015: 30.026
Francia 2019: 21.756

EXPECTED GOALS
Wyscout, piattaforma di raccolta dati, mette a disposizione degli abbonati differenti indici statistici che garantiscono una panoramica completa della manifestazione. Tra questi partiamo con gli “Expected Goals”, un indice che assegna ad ogni tiro una probabilità di realizzazione (basata su dati statistici storici) che può essere determinata dalla posizione, tipologia di assist, efficacia, ecc. E’ un valore molto realistico, rappresenta in sostanza quanto una squadra crea offensivamente nel corso dei novanta minuti e viene paragonato ai gol effettivamente realizzati per ottenerne la differenza.

In questa tabella evidenziamo cinque aspetti principali:

  1. USA sono primi per gol fatti 25 contro i 13 del secondo (Inghilterra)
  2. USA sono primi anche per Expected Goals 19,32 contro i 13.82 del secondo (Svezia)
  3. USA sono primi anche per differenza tra gol fatti e expected goals. La squadra di Jill Ellis avrebbe dovuto segnare 19,32 reti secondo l’algoritmo degli expected goals, mentre a fine torneo ne ha realizzati ben 25. Questa differenza indica il cinismo sotto porta delle Americane rispetto a tutte le altre squadre.
  4. L’Italia ha mostrato freddezza sotto porta avendo segnato più gol di quelli attesi, classificandosi al terzo posto in questo indice.
  5. Al contrario Canada, Cina e Giappone sono le squadre che hanno raccolto meno di quanto hanno costruito.

Gli Expected Goals vengono calcolati anche per i gol subiti. Andiamo, quindi, analizziamo la classifica dei gol subiti e compariamo il dato con i gol subiti attesi.

Si dice che si vincono i trofei con la difesa, in questo caso non è del tutto vero:
1) Gli USA non sono la miglior difesa anche se hanno subito soltanto 3 gol. La Germania ha subito soltanto i 2 gol fatali contro la Svezia, detenendo comunque la miglior difesa del torneo (una magra consolazione per la squadra di Martina Voss-Tecklenburg)
2) Il dato più interessante è vedere che gli USA non hanno mostrato un sistema difensivo di ferro, dato che i gol attesi, paragonabili alle occasioni concesse, sono paragonabili ai gol attesi di altre grandi nazionali (Germania, Canada, Francia). Questo dato ci dimostra che gli USA non hanno vinto il torneo grazie al proprio sistema difensivo, ma lo hanno vinto grazie ad un sistema offensivo nettamente superiore a qualsiasi altra nazionale.
3) Anche in questo indice di differenza tra gol subiti e gol subiti attesi l’Italia ha il terzo miglior piazzamento con una differenza di 3.37 gol. Secondo questo valore l’Italia avrebbe dovuto subire quasi il doppio dei gol che ha effettivamente subito. Ci sono molteplici interpretazioni di questo risultato. Difficilmente potrebbe trattarsi di fortuna, quanto più la dimostrazione del cuore e della caparbietà di ogni nostra giocatrice di immolarsi per la causa e intercettare ogni tiro che veniva scagliato da parte delle nostre avversarie.

SISTEMI DI GIOCO
Passando all’analisi dei sistemi di gioco, notiamo che a parte Cina e Thailandia tutte le ventiquattro squadre in gara hanno modificato il proprio sistema di gioco almeno una volta.

Il sistema più utilizzato è stato il “classico” 4-4-2. È particolare sottolineare la differenza con il calcio maschile per quel che riguarda la difesa a 3. Infatti nel mondiale di calcio femminile non viene quasi mai utilizzata la difesa a 3 se non per alcune eccezioni poco significative.

PASSAGGI E POSSESSO PALLA

Chiaramente sussiste una forte correlazione tra passaggio e possesso palla Ad esempio il Canada risulta primo per possesso palla e secondo per numero di passaggi.
La selezione nordamericana ha espresso un livello di gioco molto interessante, sostenuto dai dato numerici: 65,2% di possesso palla medio con una durata media per ogni possesso di 17,4 secondi, 474 passaggi medi a partita, tra le migliori difese sia in termini reali sia per quel che riguarda l’indice di Expected goals (come accennato precedentemente). Nonostante ciò, il Canada non è riuscita ad accedere neanche ai quarti di Finale, fermandosi agli ottavi contro un’ottima Svezia, dopo aver sbagliato il rigore del pareggio. A volte i numeri non spiegano tutto, soprattutto in un torneo caratterizzato da partite da dentro fuori. Possiamo affermare che il Canada ha raccolto meno di quanto seminato.

CARTELLINI
Il gioco è stato leggermente più violento, sono aumentate sia ammonizioni che espulsioni. La VAR ha influito notevolmente, incrementando i casi in cui gli arbitri hanno mostrato il cartellino alle giocatrici.

AMMONIZIONI
Canada 2015: 110
Francia 2019: 124

ESPULSIONI
Canada 2015: 3
Francia 2019: 4

LA FINALISSIMA: OLANDA-USA

La differenza tra le due finaliste che subito salta all’occhio è la distribuzione del minutaggio tra le ventitre convocate. Negli USA soltanto 2 giocatrici hanno giocato più di 600 minuti. Jill Ellis ha optato per l’utilizzo di tutta la rosa con solo 2 convocate con all’attivo 0 minuti (secondo e terzo portiere).

Nell’Olanda ben 7 calciatrici hanno disputato oltre i 600 minuti.Sarina Wiegmanha ha invece fatto scelte caratterizzate dall’assenza di turnover, optando per l’utilizzo di solo 15 giocatrici, di cui una ha giocato 3 minuti e ben 7 giocatrici su un totale di 23 hanno fatto 0 minuti.

Un’altra importante differenza è l’impressionante la disparità di “potenza di fuoco”. Le statunitensi hanno tirato 132 volte di cui 58 in porta in 7 partite. Di queste 58 occasioni 26 si sono trasformati in gol. Le Orange hanno calciato 29 volte nello specchio, per un totale di 89 tiri e 11 gol. Tra questi, ben 5 sono stati effettuati di testa.

Matteo Lazzari

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