La partita Italia Olanda ha messo di fronte due delle calciatrici più veloci del vecchio continente: Alia Guagni e Shanice Van de Sanden. I Paesi Bassi hanno portato a casa la vittoria, ma l’azzurra ha trionfato nel duello tutto in velocità con la sua avversaria.

Un bel giorno qualcuno deve aver detto ad Alia Guagni: “Corri Alia! Corri!” e lei da quel giorno ha iniziato a correre. Se state pensando però a Forrest Gump, state sbagliando di grosso. Nel film Forrest corre senza motivo, perchè non sa che fare. Alia invece sa benissimo cosa fare: su e giù per quella fascia corre, attacca lo spazio, pressa, torna a difendere, assedia le avversarie, le sfinisce.

Un momento è in avanti che si propone per lo scatto e il momento dopo te la ritrovi in difesa a mordere le caviglie avversarie, pronta a rubare palla in scivolata.

Lei che è nata come difensore centrale, a Firenze ha imparato a difendere, impostare, attaccare e anche a segnare.
E così Alia piè veloce arriva a giocarsi un quarto di finale ai Mondiali. C’è l’Olanda campione d’Europa in carica, con il tridente delle meraviglie Martens, Miedema, Van de Sanden.

Shanice Van de Sanden, probabilmente la calciatrice più veloce d’Europa. Una che nelle ultime due finali di Champions League ha scodellato 5 assist in meno di un tempo effettivo di gioco. Praticamente imprendibile in campo aperto, se ti attacca alle spalle non la prendi più perchè è già arrivata sul fondo a crossare.
Non è altissima, ma ha dalla sua una grinta mostruosa, una buona tecnica e soprattutto l’iper-velocità. Un vero incubo per qualsiasi difensore. Un unico difetto, ha un’autonomia limitata a circa un’ora di gioco.

Nell’ipotetica vigilia del match potrebbe essere andata più o meno così: Milena Bertolini si avvicina ad Alia e dice: “c’è da marcare Van de Sanden, te la senti?”. Alia non risponde, alza solo la testa e sorride. Quel suo sorriso pieno, larghissimo, che fuori dal campo suscita subito simpatia, ma che in campo, per le avversarie si traduce in “dove vuoi andare, che tanto ti riprendo?”.

Se siete appassionati di fumetti immaginatevi un albo Supergirl vs Wonderwoman, o Flash vs Quicksilver, giusto per capire l’epicità moderna dello scontro fra le due velociste. L’Olandese volante contro la Freccia Tricolore.

È il giorno della partita. Le nostre calciatrici sono visibilmente emozionate e anche Guagni nei primi minuti di gioco soffre un po’ un palcoscenico così grande. Shanice prova ad approfittarne, ma non punge. Pian, piano il tempo passa, l’emozione si scioglie e Alia inizia a prendere le misure alla sua avversaria.

La segue ovunque, le si appiccica addosso, la francobolla, come si diceva un tempo. Le blocca i rifornimenti, anticipandola spesso e quando la palla arriva a Shanice, non si lascia ingannare dalle sue finte e le porta via la palla.

Ovunque si giri, Shanice vede Alia e quella sua coda lungocrinita che si agita a destra e sinistra nella furia di uno scatto. L’Olandese prova in tutti i modi a superare la nostra eroina, chiede addirittura supporto alle compagne, che attaccano in superiorità numerica da quella parte, ma nulla. Quelle poche volte che il nostro laterale non riesce a rientrare in
tempo da una sortita offensiva, c’è Linari a sbarrarle la strada.

Alia non dà campo a Shanice, non le dà tregua. La segue ovunque come un segugio, arriva prima anche sull’aria da respirare, le toglie il fiato.

Arriva il 55′ e l’Olanda fa una sostituzione. Esce Van de Sanden e Shanice non si avvia lentamente verso la linea laterale, ma corre. Scappa via. Fugge. Senza voltarsi indietro. Non si gira a vedere quell’enorme sorriso che sembra dirle: “Ora puoi andare, non ti seguirò più… almeno fino al prossimo incontro!”

Finisce la partita, l’Olanda porta a casa la vittoria. Sul terreno di gioco è un tripudio orange, mentre per le azzurre, la gioia finale nelle gare precedenti lascia spazio alle lacrime e alla delusione.

Ad un certo punto Shanice Van de Sanden si stacca dalle compagne e va incontro ad Alia. Non può non rendere omaggio alla giocatrice azzurra ed alla sua prestazione. L’olandese saluta l’italiana, le due si battono il cinque e Shanice dice: “Scambiamo la maglia?” Alia sorride, dice “si, certo”, perchè bisogna sempre concedere l’onore delle armi alle avversarie.

In seguito le due giocatrici si sono ritrovate vicine per le interviste post-partita, hanno scambiato le maglie, ed immortalato quel momento con una foto ricordo.

Due formidabili fuoriclasse hanno dato vita ad uno scontro favoloso consegnando alla storia del calcio, uno dei duelli più belli di sempre.

Paolo Di Padua

Ringraziamo Alia Guagni per la gentile concessione della foto