Ecco perchè le Azzurre “dovrebbero” vincere i mondiali

Appassionati di calcio o no, la sera di 9 luglio del 2006 se lo ricordano tutti come una serata di una bellezza unica. I TheGiornalisti hanno avuto la capacità di mettere in parole e musica questa verità innegabile: sentirsi dire “Sei la nazionale del 2006”, indipendentemente da quanto si padroneggi la regola del fuorigioco, fa sempre piacere.

Altrettanto innegabile è il fatto che, le persone più adatte a ricevere questo tipo di complimento, siano le ragazze di Milena Bertolini, che un mondiale se lo giocheranno. Ecco quindi perchè le Azzurre sono la nazionale del 2006.

Le ragazze di Bertolini partono da outsider, come fecero nel 2006 Cannavaro e compagni dopo la bufera di Calciopoli. In realtà l’Italia del Pallone ha sempre dato le migliori soddisfazioni ai suoi tifosi partendo da sfavorita. La stessa cosa era successa nel ’82 ai Mondiali di Spagna, con Bearzot che convoca un Paolo Rossi fermo da due anni per squalifica a causa della vicenda del Calcioscommesse.

Alcune ragazze sembrano parenti strette di alcuni dei convocati dal CT Lippi, che condivide con Bertolini quello sguardo che mette tranquillità a tutti e la capacità di creare un gruppo molto unito. Ma facciamo qualche esempio. Elena Linari e Marco Materazzi: capello corto, tatuaggi, statura importante e, in una fase iniziale dei giochi, probabilmente destinati alla panchina. Linari non sembra il tipo da istigare la Zidane di turno a tirarle una testata, al massimo potrebbe partire qualche maremma maiala. Sara Gama e Fabio Cannavaro: fascia di capitano, difensori centrali, autorevolezza, serietà e grinta. Alia Guagni e Gianluca Zambrotta: stesso ruolo, stessa velocità, stesso vizio di puntare spesso la porta. Daniela Sabatino e Pippo Inzaghi: da una vita chi vede giocare l’azzurra lo dice. I gol di rapina sono il suo forte, il taglio di capelli è molto simile, ma dona decisamente di più a Daniela.

Valentina Cernoia e Andrea Pirlo: sono bresciani e hanno entrambi il 21, ma sono altri i numeri che contano. La visione di gioco, la capacità di infastidire gli avversari con la propria bravura, costringerli al fallo e farli ammonire. E poi, l’avete vista tirare le punizioni? Marchitelli e Peruzzi, portieri di grande talento ed esperienza, l’accento non lascia scampo. Poi ci sono Ilaria Mauro e Luca Toni, entrambi passati dalla Germania e dalla Fiorentina, attaccanti molto fisici e di potenza. E per concludere Valentina Giacinti e Alberto Gilardino, svelti, biondini e che fanno partire certe sviolinate.

Per concludere lo stesso Alen Stajcic, allenatore delle Matildas, ha parlato della partita contro l’Italia come una vendetta per “l’ingiustizia di Kaiserslautern”. Il coach delle australiane si riferisce proprio alla partita del mondiale del 2006, vinta dagli Azzurri con un gol realizzato da Totti su un rigore dubbio.

Forse le Azzurre non ritorneranno con la Coppa, ma ad accompagnarle c’è così tanto entusiasmo e voglia di divertirsi, che il cielo, in Francia, è già un po’ più azzurro.

P.S.: Questo articolo è stato scritto prima della partita contro l’Australia. Alla luce di quel risultato, non rimane che aggiungere: stessa squadra, stesso minuto, stessa esultanza.

Giulia Beghini