Il made in China potrà copiare Prada, potrà copiare Armani e la pasta Divella, riuscendo anche ad ingannare qualcuno, ma non esisteranno mai una Gilelli o una Celnoia che riusciranno ad assomigliare alle originali. Le nostre Azzurre hanno lavorato duramente per due anni, senza che nessuno prestasse loro la minima attenzione ma, come insegna il cartone animato Mulan: “Il fiore che sboccia nelle avversità, è il più raro e più bello di tutti.” Per tutti quelli invece che non la pensano ancora così, alle parole di Barbara Bonansea su Instagram: “Perché forse adesso ci credete anche voi che stiamo meglio in campo che in cucina”, basta aggiungere: “In cucina a lavare i piatti stateci voi”.

Giuliani – voto: 100 – 400 nm.Sarà stato il caldo, sarà stato il sole contro, sarà stato un po’ di analfabetismo di ritorno, ma sulla maglia della numero 10 cinese si leggeva innegabilmente UV. Purtroppo per le cinesi, questo è un argomento sul quale Laura Giuliani non può proprio farsi cogliere di sorpresa. La numero 1 azzurra è infatti reduce da un’esperienza in Germania, primo paese al mondo nell’esportazione di vacanzieri inesperti che rimpatriano puntualmente rosolati come dei bratwurst a causa della prolungata esposizione ai raggi ultravioletti senza adeguate protezioni, quindi sa come difendersi. Per quanto riguarda invece i dubbi delle commentatrici Rai riguardo l’utilizzo del termine “portiera”, l’unico vantaggio per Laura sarebbe poter andare al Mc Drive a piedi. #nonèGiuliettaèLaura

Linari – voto: tanta roba + + . Esce da una valanga di situazioni complicate più agilmente degli unni che in Mulan escono dalla neve come delle margherite. Non perde la concentrazione neanche per un secondo, nemmeno quando i pubblicitari della Montana, scoprendo che è originaria della regione della chianina, le propongono di diventare la loro nuova testimonial modificando il loro slogan in: “Se cerchi una muraglia e la cerchi italiana, la scelta migliore sono Giuliani, Guagni, Bartoli, Linari e Gama.” #unbelmazzetto

Gama – voto: 0 nodi Schierarle davanti una giocatrice con un taglio di capelli come quello della numero 10 cinese, più brutto delle infradito coi calzini di spugna ad agosto, è un chiaro segnale di sfida. Ma il capitano, sapendo di avere una squadra a carico, decide di essere prudente e spazza via il pallone, solo perchè le hanno impedito di bucarlo. Si prende un unico grande rischio, andando in anticipo sul un pallone e schivando la testa di una cinese per un chicco di riso. Per fortuna nella VAR Room sono rimasti così affascinanti dal movimento al rallenty dei suoi capelli che hanno lasciato correre. #yonosoyelmarinerosoyelcapitanSaraGama

Bartoli – voto: un meraviglioso 7. Sul primo gol dell’Italia, fa un volo che fa dubitare Lotito di aver fatto bene ad avanzare una proposta per l’acquisto di Alitalia e non per il difensore della Roma. A guardare la partita anche uno stupitissimo Alberto Angela, il quale decide di girare nuovamente la puntata di Passaggio a Nord-Ovest sulle meraviglie del mondo moderno dopo aver visto la prestazione della difesa azzurra. Nella puntata sarà presente anche un approfondimento sul Colosseo, una delle sette meraviglie, e in particolare sulla professione del gladiatore nel mondo moderno con focus proprio su Elisa Bartoli. #preparailtrolley

Guagni – voto: Asso di briscola. La sua somiglianza a Mulan non passa inosservata. Quando poi si fa un controllo canticchiandosi la canzoncina, nella testa di dubbi non ne rimangono: veloce come è veloce il vento check, potente come un vulcano attivo check. Le cinesi si sentono ferite nell’orgoglio, come se dicessero ad un italiano che c’è una di Quanzhou che è uguale a Sabrina Ferilli. Ma i tentativi delle asiatiche di ripigliarsi tutt’ chell che è ‘o loro, sono inutili quanto il due di coppe quando la briscola è bastoni. #beatochiseofailmondiale

Cernoia – voto: Sì. Il suo mancino è meta fissa nell’estate dei difensori di questo mondiale, come Ibiza lo è stata per la nazionale italiana maschile durante Russia 2018. Quando entra la barella in campo e i tifosi italiani la vedono per terra, l’occhio attento di Mamma Rai inquadra subito il labbiale di un’invocazione alla Madonna in tribuna. Dopo che sono state chiarite le modalità con le quali effettuare la richiesta di matrimonio alla numero 21 azzurra, la ricerca più effettuata su Google è stata: “Dove si comprano fedi per i piedi”, seconda solo a “Come chiedere il piede a una persona senza farle perdere l’equilibrio”. #sidiceunbuonpartitoounabuonapartita?

Giugliano – voto: 1+1. A centrocampo, la simbiosi tra lei e Valentina Cernoia ormai è la stessa che c’è tra il coccodrillo del Nilo e il piviere egiziano, tra Nemo e le anemoni, tra Don Matteo e la sua bicicletta. Del tutto diversa invece la relazione tra Manuela e le sue avversarie. Lo si vede bene negli ultimi minuti della partita, quando Giugliano supera una cinese con un sombrero e in lei, in tutta risposta, prende bene la mira strizzando i suoi occhietti a mandorla e le si attacca al malleolo come una cozza allo scoglio. #impepata

Girelli – voto: prima della classe . Dopo che due bellissimi suoi filtranti per Giacinti vengono distrutti dalla bandierina del guardalinee, l’azzurra capisce di avere l’arbitro contro, il caldo contro, il sole contro e pure Saturno contro. Le sue azioni da qui in poi, fanno capire quante siano le doti del nostro numero 10 oltre a quelle tecniche, che già sono invidiabili. Per non avere contro anche la sfiga, dà una grande lezione di intelligenza facendosi sostituire da Aurora Galli, che aveva segnato ben due gol contro la Giamaica entrando dalla panchina. Gli unici che non avrà mai contro, saranno i suoi tifosi, visto che dà lezione anche di umiltà e cuore, rimanendo l’unica in campo a fine partita a firmare autografi e a fare selfie per così tanto tempo da farsi segnalare dagli steward, che già avevano tolto l’amicizia a tutti i tifosi italiani impazziti in tribuna. #tracorreecoreèn’attimo

Bergamaschi – voto: 8 MHz. La telepatia tra lei e la sua bff Valentina Giacinti è totale. Appena la vede segnare, capisce che è il suo turno di esultare prendendola scaramanticamente per il collo, come la 19 aveva fatto con Bonansea contro l’Australia e come Homer fa sistematicamente con Bart. Prima di lasciare il posto a Mauro, prova anche lei a segnare ma, per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Mao quel che è di Mao, lei tira bene ma centralmente, mentre il portiere cinese si fa trovare pronto. #maraMao

Giacinti – voto: 360 °. in 90 minuti fa provare al pubblico una gamma di emozioni più vasta di quella provata dai telespettatori de Il Segreto in 11 stagioni. Dalle imprecazioni per i gol sbagliati, alla gioia incontrollabile per il gol di rapina, all’ansia per il calo dell’Italia tra il primo e il secondo gol, ai pianti disperati nel vederla vincere il premio miglior giocatrice della partita e dedicarlo tra le lacrime al nonno. Insomma, visto che le Azzurre garantiscono più colpi di scena del Trono di spade, sorrisi più belli de Il mondo di Patty e più share di un Medico in Famiglia, in occasione dell’ennesimo ritorno nella ridente Valenciennes, la Rai produrrà una miniserie interpretata dalle 23 di Bertolini: Un posto all’ombra. #protagonista

Galli – voto: unna sola. Un copione già visto e che non ci stancheremo mai di vedere. Subentra a Girelli al 39′ e dopo 10 minuti ha già segnato con un tiro impressionante da fuori area, su assist di Guagni. Qualsiasi tentativo della difesa cinese di fermarla è più inutile degli articoli sulla vita privata delle Azzurre circolati in questo mese di mondiali. Le ragazze della muraglia cinese, ormai presa d’assalto, si giustificano con il loro allenatore dicendo: “Noi Shang Yu non ce lo ricordavamo come una bella bionda”. #andiamoaiquarticazpita

Bonansea – voto: 961 km. Visibilmente affaticata, ma mai quanto il navigatore del camper dei suoi genitori quando ha capito che sarebbe dovuto tornare di nuovo a Valenciennes. Neanche il tempo di rimettere in moto il mezzo, che la voce del navigatore ha urlato, prima con il timbro vocale di Fabio Caressa : “Andiamo a Valenciennes Beppe” e, subito dopo, con la voce di De Falco che si rivolge a Schettino “Faccia un’inversione a U legale cazzo”. #ricalcolo

Rosucci – voto: A+. Ha l’arduo compito di: sostituire Bonansea, esordire al mondiale in una partita di importanza storica e di farlo rientrando da un importante infortunio e quindi con pochi minuti nelle gambe. Si aggiunge l’elemento confusione creato dal fatto che, giocare contro una squadra cinese, vuol dire giocare senza capire se nella frase “Attenta arriva lì”, il “lì” sia un avverbio di luogo o un nome proprio. #grammaticalmatchanalyst

Mauro – voto: 9 fisso. Entra in campo al posto di Bergamaschi e, nel giro di 40 secondi, stop perfetto su un pallone spiovente e tunnel, giusto per far capire chi ha le bacchette dalla parte del manico. Protegge la palla con la stessa determinazione con cui Checco Zalone protegge il posto fisso in Quo Vado, assicurandosi di mantenere il pallone più lontano possibile dalla porta azzurra, diventando fondamentale per le azzurre più del WWF per i panda. #haimaivistounpandaarmato

Bertolini – voto: +53. Quanto è forte Milena che, per assicurarsi un risultato storico come la qualificazione ai quarti, convoca praticamente solo giocatrici che compiono gli anni in giugno, solo per assicurarsi che esprimano i giusti desideri soffiando le candeline. La CT della nazionale, alla fine, è un Roberto Carlino di Immobildream che ce l’ha fatta, perchè lei: “Non vende sogni, ma solide realtà”. Conferma eclatante di questo, sono i numerosi “Tanti auguri a te” e “Milena pagaci da bere” intonati dalla Gang della curva, poi trasformati in una liquida realtà da mister Bertolini, ovvero la donna che ha fatto scuola ad un certo Gesù, trasformando il calcio in champagne. #unadinoi

Ilaria Lazzari – voto 63. L’arbitro di Italia – Brasile non fa nemmeno in tempo a fischiare per la terza volta, che lei ha già chiamato i due autisti del circondario con più trasferte erasmus all’attivo e organizzato la nuova stagione di “Extreme Makeover Ultras Edition”. All’urlo di “sposta quel bus”, sono 63 le persone che si imbarcano nell’impresa. Nel cast d’ eccezione sono compresi special guest come i genitori di Lisa Boattin ed Elena Pisani e Beatrice Merlo come frontman al posto di Goldoni, impegnata con le Universiadi. Il suo discorso per motivare tutto il pullman a cantare fino al novantesimo minuto, fa sembrare le parole di Al Pacino in Ogni maledetta domenica scritte da Toninelli. Sono memorabili alcune scene regale dalla Rai in cui viene ripresa la fine del coro “Noi abbiam Milano, Firenze e il Vaticano e voi un mulo di melda” e subito dopo la faccia perplessa del CT cinese, così come le inquadrature finali su cinesi sconsolati con un “Il mondiale dov’è di sicuro in Cina non c’è” cantato in background. La trasferta si conclude con l’attesa del pullman delle Azzurre all’hotel, immagini bellissime e di forte impatto emotivo, soprattutto quella in cui il capitano del tifo azzurro urla nelle orecchie di Bertolini a 30 centrimentri da lei un sacrosanto “Milena portaci in finale”. #personalitàdaserieA