“Il Diario di Francia 2019” a cura di Tiziana Pikler – 4° Giorno

Vincere una partita all’esordio mondiale permette di mettere un primo, sostanzioso, mattoncino per il passaggio agli ottavi di finale. Rimontare un gol all’Australia, che precede l’Italia di nove posizioni nel ranking Fifa, significa aver dimostrato sul campo di essere un grande gruppo. Mettere a segno il gol decisivo all’ultimo minuto di recupero vuol dire portare a casa, insieme ai tre punti, una gran dose di entusiasmo, fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Tutto questo, in soli 96 minuti di una partita di calcio, può portare a delle possibili, quanto piacevoli, conseguenze. Come, per esempio, non riuscire a prendere sonno. È quanto successo alle Ragazze Mondiali azzurre. Solo la ct Milena Bertolini è riuscita a dormire… un pochino.

La vittoria con l’Australia è stata festeggiata ma senza esagerare. A cena lasagne, merluzzo e verdure, come previsto dal nutrizionista Natale Gentile, e poi una crostata e tre bottiglie di champagne offerte dalla federazione. “Le ragazze ne hanno bevuto pochissimo”, assicurano dallo staff. Poi alle 22,30 tutte in camera. Nemmeno l’ormai mitica campanella del dirigente accompagnatore Elide Martini è riuscita a prolungare oltre la serata. Al risveglio, la mattina dopo, l’eco del risultato è ancora forte. Prime pagine sui quotidiani, tanti tweet di complimenti, il riscontro dello share televisivo: circa 3,5 milioni di spettatori tra Rai e Sky, per un complessivo 23% di share. L’allenamento mattutino è riservato solo alle ragazze che non sono scese in campo con l’Australia, con l’eccezione di Valentina Giacinti. Le lastre fatte dall’altra Valentina, Cernoia, per i due pestoni presi dalle australiane hanno dato esito negativo, è tutto a posto.E non potevano mancare i fiori. I francesi di Valenciennes hanno omaggiato tutte le calciatrici azzurre con una rosa ciascuna. Un omaggio non solo per la vittoria quanto per la loro carica di simpatia e disponibilità. Perché per essere grandi calciatrici sul campo bisogna essere anche grandi persone fuori dal rettangolo di gioco.Infine, il pranzo e il trasferimento a Reims in pullman. Bisogna pensare alla prossima partita, quella con la Giamaica. E, prima ancora, tornare a dormire per continuare a sognare.

Tiziana Pikler

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