Dopo il calore di Valenciennes e il gran tifo di Reims, la nazionale azzurra si trova adesso a Lille, una città che non è tra le sedi di gioco del Campionato del Mondo.

Qui le gesta delle migliori calciatrici mondiali sono lontane e si ritrovano solo sugli schermi delle televisioni nei bar e nei pub, su esplicita richiesta di qualche cliente appassionato al calcio delle donne.

Un’atmosfera ovattata a cui contribuisce anche la scelta dell’hotel da parte della Fifa, lo stesso per Italia e Brasile, a ridosso dell’aeroporto della città.

Fuori dell’albergo pochi tifosi, un papà di origini palermitane con la figlia in attesa dell’autografo delle calciatrici azzurre dopo aver ottenuto quello della ct Milena Bertolini e una manciata di brasiliani a caccia di selfie con le proprie beniamine, bloccate prima di salire sul pullman che le porta al campo di allenamento.
Ad animare l’ambiente le due squadre, allegre, sorridenti, disponibili. I brasiliani hanno addirittura organizzato una grigliata a base di carne fuori dall’hotel. All’interno, sui tavoli delle delegazioni, le rispettive bandierine nazionali. Nei corridoi gli annunci delle diverse sale riservate alle squadre per conferenze stampa e magazzino.

Le calciatrici? A raccontare il dietro le quinte è lei, Gian Burrasca alias Manuela Giugliano, tra le migliori in campo contro la Giamaica. “Ho incontrato la mia compagna di squadra al Milan, Thaisa. Cosa le ho detto? Vedi che siamo forti anche noi”, confida la 21enne di Castelfranco Veneto. La centrocampista non ha dubbi su quali siano i punti di forza dell’Italia.

“Siamo una squadra molto tecnica, poi la tattica, la mentalità che ci permette di non aver paura di affrontare formazioni dalla grande fisicità e, soprattutto, il gruppo fuori dal campo”, dichiara l’azzurra. Lei, nonostante la giovane età, si sente molto responsabile nei confronti del futuro del calcio femminile nel nostro paese. “Se dovesse arrivarmi una proposta dall’estero? La valuterei sicuramente. Però sono consapevole di poter fare molto per il calcio italiano e quindi, oggi, la mia prima scelta rimarrebbe l’Italia anche se si guadagna di meno. L’aspetto economico dovrà crescere anche da noi. Come gli uomini, abbiamo diritto ad avere delle garanzie per la nostra vita al termine della carriera”, dice la n. 23 azzurra, il numero preferito di papà Ciro.

La partita con il Brasile equivale a una sfida dei sogni. “La immagino in tanti modi diversi. Credo possa rappresentare l’occasione per avvicinare ancora più persone al calcio femminile”, auspica l’azzurra. Il sorriso, il divertimento, l’allegria e la gentilezza sono gli aspetti del suo carattere che pensa le derivino dalle sue radici napoletane. “Non avrei mai immaginato che avremmo ottenuto la qualificazione agli ottavi dopo la seconda partita”, ammette ancora la centrocampista. Con il Brasile, intanto, ha iniziato giocando d’anticipo. “Ho chiesto il cambio della maglia a fine partita a Marta”, rivela l’azzurra. Da brava Gian Burrasca.

Tiziana Pikler