Il Lione conquista la sua sesta Champions League, la quarta consecutiva. Dimostrazione di netta superiorità delle francesi, che infilano quattro reti al Barcellona. Oshoala segna il gol della bandiera per le catalane.

Reynald Petros, allenatore dell’OL, opta per il 4-2-3-1, con Shanice van de Sanden, Dzsenifer Marozsan e Eugenie Le Sommer alle spalle di Ada Hegerberg. Amel Majri viene preferita come terzino sinistro a Selma Bacha per le sue caratteristiche offensive. Il Barcellona si schiera a specchio, con la posizione di Aitana Bonmati tra le linee.

Il Lione parte subito fortissimo, sbloccando la gara al quinto minuto di gioco. Le francesi sfruttano la difesa alta del Barcellona per colpirle alle spalle grazie alla velocità di van de Sanden, che effettua due assist stupendi per Marozsan prima ed Hegerberg poi. L’esterno destro olandese sale a quota cinque assist in due finali di UEFA Women’s Champions League con la maglia del Lione.

Hegerberg si prende i riflettori del match, dimostrando a tutti il motivo per cui è il Pallone d’Oro in carica. Al 14′ porta l’OL sul 2-0 grazie ad un tap-in in corsa. I difensori del Barcellona non riescono mai ad accorciare le distanze in marcatura, lasciando spazio all’attaccante norvegese di mettere il suo nome sul tabellino anche al 19′ e 30′. Le blaugrana hanno la loro miglior occasione al termine del primo tempo con Alexia Putellas, che sfiora la traversa con un colpo di testa.

Nel secondo tempo il ritmo si abbassa, così come il numero di occasioni. Il Lione cerca di colpire con le ripartenze veloci, andando vicino alla rete con Le Sommer e la subentrante Delphine Cascarino. I cambi da ambo le parti rinvigoriscono la partita. Nel Barcellona impatta ottimamente nella gara Asisat Oshoala, attaccante nigeriana classe 1994. Dopo un paio di scorribande nell’area avversaria, Oshoala sigla la rete della bandiera al 90 superando in velocità Wendie Renard.

Dopo il triplice fischio il Lione può festeggiare la sua sesta UEFA Women’s Champions League. Risultato e prestazione che dimostrano il grande gap che distanzia le campionesse d’Europa con il resto del continente.

Laura Brambilla