Anna Capozzi ha iniziato a giocare a futsal da bambina.
Dopo aver vinto la Coppa Italia Serie A2 con il Real Balduina per lei è iniziata una nuova avventura.

A dicembre del 2017, dopo aver  partecipato agli showcase di College Life Italia,  è stata selezionata dal Team. Una volta conseguita la Laurea in Psicologia per lei si sono aperte del porte del soccer con la Charleston University.
Anna ci ha parlato della sua esperienza e del motivo per il quale nel momento più alto della sua carriera sportiva ha deciso di fare questa scelta e di volare in America.

Raccontaci un po’ della tua storia calcistica in Italia e quale è il tuo più bel ricordo calcistico.

“Ho sempre giocato a calcio a 5 sin da piccolissima, ho iniziato a circa 6/7 anni nel centro sportivo del quartiere in cui sono cresciuta per poi spostarmi in varie zone di Roma. Calcisticamente sono cresciuta nell’ Acquedotto calcio a 5 a nella S.S Lazio calcio a 5. Il mio più bel ricordo calcistico risale decisamente a quando ho vinto la Coppa Italia con il Real Balduina. E’ stata un esperienza fantastica che porterò per sempre con me, ho vissuto delle emozioni uniche a livello umano e sportivo. Come dicevo prima, ho sempre giocato a calcio ed è sempre stata la mia passione. Alle elementari, per esempio, invece di giocare con le mie amiche non vedevo l’ora di fare la partitella in cortile durante la ricreazione.”

Sei una giocatrice di calcio a 5, come e’ stato per te adattarti al calcio a 11?
“Ho giocato circa per due anni a calcio a 11 alla Lodigiani Borghesiana, ma contemporaneamente giocavo sempre a calcio a 5 in una squadra maschile. In ogni caso ho sempre giocato a calcio a 5 quindi adattarmi al calcio a 11 inizialmente è stato abbastanza difficoltoso. Per le distanze, la palla, i movimenti, le formazioni. Ma allenamento dopo allenamento ho iniziato a prendere confidenza con il campo e la posizione in campo e mi sono adattata. Anche se però il tocco di suola non l’ho mai lasciato!”

Come hai conosciuto College Life Italia e perché hai deciso di andare negli USA?
“Ho conosciuto College Life Italia grazie ad una mia amica che si è trasferita in Maryland per giocare a basket e studiare. Dopo circa tre anni ho deciso di intraprendere la sua stessa strada e cimentarmi in questa nuova esperienza. Mi sono laureata e due mesi dopo sono partita. Ho deciso di volare negli USA perché ho capito che era il momento di prendere una decisione che avrebbe cambiato la mia vita in meglio e che mi avrebbe fatto uscire dalla mia zona di comfort con l’unico scopo di migliorarmi e costruirmi un futuro di spessore.”

Come sta andando l’esperienza alla Charleston University?
“La mia esperienza qui sta andando alla grande, sono felicissima e soddisfatta del percorso che sto intraprendendo e ad oggi penso che non avrei potuto prendere decisione migliore. Sia dal punto di vista accademico che sportivo mi sono trovata bene da subito. Ovviamente i primi mesi sono di assestamento. Ammetto che le prime settimane mi sentivo un po’ disorientata, ma sia i professori che le mie compagne mi hanno dato una grande mano ad adattarmi a questa nuova vita. Inoltre, ci sono altri tre ragazzi italiani qui alla Charleston University, quindi ho trovato una nuova famiglia grazie a loro e anche a tutti gli altri studenti internazionali.”

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Qual è la maggiore differenza che hai trovato tra calcio italiano e americano?
“Per me il calcio americano è moto più fisico e si punta molto di più sull’aspetto atletico e fisico e non su quello tattico tecnico. Inoltre, a livello di regolamento si possono fare cambi illimitati.”

Cosa stai studiando e cosa vorresti fare da “grande”?
“Attualmente sto studiando per il master in Strategic Leadership. Il corso è di un anno e mezzo, quindi conto di laurearmi a dicembre 2019. Sto già cercando di muovermi per rimanere qui trovandomi un lavoro o intraprendendo un altro master in un’altra università. Da “grande” mi piacerebbe lavorare all’interno di aziende ed essere in grado di gestire l’organizzazione all’interno di esse. Parlo di relazioni interpersonali e gestione del gruppo all’interno di questa. Per farla breve, si tratta di monitorare i comportamenti delle persone nel contesto lavorativo e nello svolgimento dell’attività professionale.”

Cosa ti manca dell’Italia? Cosa che più ti rende felice che hai trovato negli USA?
“Dell’Italia mi manca la famiglia, il cibo, gli amici. Mi manca prendere la macchina e incontrarmi al bar con i miei amici o andare a mangiare una buona pizza la sera. Ma non è una mancanza che pesa perché qui ho trovato il mio equilibrio ho trovato una seconda famiglia e soprattutto ho scoperto che fuori dalle quattro mura della mia camera c’è un mondo da scoprire e giorno dopo giorno tutto ciò ti arricchisce.”

Consiglieresti questa esperienza ad altre ragazze?
“Assolutamente consiglierei l’esperienza a chiunque. A me sembrava assurdo lasciare tutta la mia vita a Roma per partire per un altro continente, completamente inconsapevole di ciò che avrei potuto trovare. Ma oggi penso di aver fatto la scelta migliore che avessi mai potuto fare. Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo ma non solo a livello accademico e sportivo. Anche a livello personale, soprattutto. Si scopre di avere delle risorse che si pensava di non possedere. Consiglio a tutti di mettersi in gioco e intraprendere questa fantastica avventura. Ringrazio tutte le persone all’interno di College Life Italia che mi hanno aiutato nel processo e mi hanno dato l’opportunità di dare una grande svolta alla mia vita.”