Jessica Cravero, Molisana, dopo esser stata selezionata allo showcase di College Life Italia di Firenze del 2017, è partita per il suo primo anno alla Lincoln Memorial University.

L’università milita nel campionato NCAA Div II e Jessica attualmente sta disputando gli ottavi di finale del campionato nazionale. La calciatrice italiana ha siglato fino a questa fase 19 goal e 4 assist in 20 partite. Grazie a questi numeri è riuscita ad ottenere il premio come miglior giocatrice esordiente del suo campionato o FRESHMAN OF THE YEAR.

Lucas De Rossi – responsabile in Italia e tra i fondatori di College Life Italia – parlando di Jessica Cravero ci ha detto: “Abbiamo avuto modo di conoscerla e vederla giocare alle selezioni rendendoci conto che aveva qualità incredibili unite ad una forza fisica e ad una velocità superiori alla media. Grazie a quanto visto abbiamo capito subito che poteva non solo giocare negli USA ma oltretutto fare la differenza”.

Da li a pochi mesi ha ottenuto una borsa di studio alla Lincoln University che le ha cambiato la vita. In una intervista concessa ad L Football
Jessica Cravero racconta la sua esperienza negli Stati Uniti come studente e calciatrice.

Jessica raccontaci un po’ della tua storia calcistica in Italia. da dove vieni, dove hai giocato, il tuo più bel ricordo e quando hai capito che il calcio era la tua passione.
Vengo da un piccolo paese in provincia di Campobasso: Montenero Di Bisaccia ed è proprio quì che è iniziata la mia passione per il calcio. Sin da piccola ero sempre a giocare con i maschietti al campetto sotto casa; dalla mattina fino alla sera. Ricordo mia mamma che dal balcone urlava il mio nome perchè era pronta la cena e io volevo ancora giocare a calcio.
Non c’era un giorno in cui non giocavo. All’età di 9 anni i miei genitori mi hanno iscritto alla scuola calcio del mio paese: “le rondinelle”, dove ho giocato per cinque anni con i maschi. Ero contenta perchè nonostante giocavo con i ragazzii mi sono sempre fatta valere ed era divertente umiliarli. Ho sempre avuto il pensiero che questo sport che tutti considerano solo per ragazzi, di fatto non lo è. Questo aspetto mi ha spinto a dare sempre di più. e migliorare. Ho giocato i miei primi due anni di calcio femminile in serie C con la “Pro Vasto femminile”, a seguire un anno con il “Palmoli” in serie B, e i miei ultimi due anni in Italia ho giocato con il “Castelnuovo”.
Gli ultimi due anni sono stati di grande crescita: il primo anno eravamo in Serie C, abbiamo vinto il campionato e siamo salite in B. All’età di 15/16 anni sono stata convocata anche in alcuni stage con la “Nazionale Italiana”. Due volte a Norcia, dove abbiamo giocato un’amichevole con la Scozia e nel terzo raduno a Coverciano, il più importante, in quanto sarebbero state selezionate le ragazze per giocare agli Europei, il secondo giorno sono tornata a casa. Ero infortunata e non ho detto nulla perchè ci tenevo a giocare a tutti i costi, ma mi hanno visitata e il giorno dopo ricordo sono tornata a casa, insieme ad altre quattro ragazze infortunate.
Ero piccola e sono stata poco intelligente, ma sono contenta lo stesso per come siano andate le cose, anche se giocare per la propria nazione e il sogno di tutti i ragazzi e ragazze che practicano questo sport. Sono tanti i ricordi belli che ho, non so sceglierene uno. Segnare una tripletta nella finale dei play off per salire in B, partecipare agli stage con la Nazionale Italiata, i viaggi in montagna quando giocavo con la squadra del mio paese.. questi sono alcuni dei tanti ricordi che ho.

Come hai conosciuto College Life Italia e perché hai deciso di andare negli USA?
Ero su Instagram, come sempre, curiosando e vedendo foto di amici. Ho notato più volte la pagina di “College Life Italia”. All’inizo sinceramente non gli ho dato importanza. poi si avvicinava sempre più il giorno del mio esame di Stato e l’idea di curiosare nella pagina di CLI aumentava. Un giorno mi decisi e iniziai a chiedere e informarmi su “chi è CLI e cosa fa” e soprattuto mi chiedevo “sarà vero o è solo una perdita di tempo?”.
L’idea del College mi ha sempre affascinato sin da quando guardavo High School Musical da piccola. Una volta convinta, decisi quindi di iscrivermi alle selezioni. Avevo realizzato che giocare a calcio e studiare negli Stati Uniti era il mio sogno. Ero quindi pronta e decisa a realizzarlo e non lasciarlo lì, nel cassetto. La ragione per cui volevo giocare qui è perchè in Italia il calcio femminile è poco considerato e non ci sono scuole che funzionano come i College americani, dove si studia ma allo stesso tempo giochi nella squadra della tua scuola. Qui i College hanno tanti sport ed è davvero bello; in Italia non ci sono queste strutture.

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Come sta andando l’esperienza alla Lincol Memorial?
L’esperienza alla Lincoln Memorial University sta andando molto bene sia a livello individuale che a livello generale con la squadra. All’inizo è stato difficile con la lingua, ma ora va meglio anche se devo imparare ancora molto. A livello individuale questa mia prima stagione è andata molto bene. Ho ricevuto vari premi: “Freshman of the Year”, “All SAC first team conference”, per due volte e “Most Valuable Player” nel Conference Tournament. Mi trovo molto bene con le mie compagne di squadra e siamo davvero una buona squadra.
Quest’anno siamo arrivate secondo nella Conference, abbiamo vinto il Tournament Conference ricevendo un trofeo e ognuna di noi l’anello ed abbiamo poi giocato il National Tournament. Purtroppo abbiamo perso nella finale del National Regional Tournament nell’overtime. Meritavamo di continuare e giocare le altre tre partite per vincere NCAA national Tournament. Ma il calcio è fatto cosi. Abbiamo davvero intenzione di provare a vincere il prossimo anno perchè abbiamo tutte le carte in regola per farlo. La squadra è formata da giocatrici di talento.

Qual è la maggiore differenza che hai trovato tra calcio italiano e americano?
Sicuramente l’importanza e l’accuratezza che le persone, i coach e le giocatrici stesse danno al calcio. Ci si allena ogni giorno ed è tutto molto professionale. È tutto più intenso qui perchè la stagione è concentrata nel primo semestre.

Cosa stai Studiando e cosa vorresti fare da “grande”?
Il mio major è “Business and Administration”, anche se al primo anno tutti gli studenti prendono classi di indirizzo genereale che tutti devono avere. Ancora non ho iniziato a studiare le materie specifiche del mio percorso di studi. Bella domande, cosa vorrei fare da grande. Non so sinceramente. Sono ancora un pò confusa su questo infatti. Penso a continuare il mio major in Business ma l’anno prossimo vorrei iniziare anche un Minor in “Criminal Justice”, in quanto mi incuriosisce come materia.

Cosa ti manca dell’Italia e qual è la cosa che più ti rende felice negli USA?
Dell’ Italia mi manca sicuramente la mia famiglia, i miei amici e la mia “quotidianità”. Mi manca molto il cibo anche. Sono molto contenta di aver trovato questo tipo di sistema e di modo di considerare il calcio femminile. Mi piace la grinta e l’entusiasmo che le persone hanno a riguardo del calcio.

Consiglieresti questa esperienza ad altre ragazze e perche?
Sì, sicuramente. La consiglio alle ragazzre perchè è un’esperienza unica ed indimenticabile. Io sono solo ai miei primi tre mesi, ho ancora molto da fare qui, e ci saranno tante cose belle ancora. L’importante è impegnssrsi e credere in quello che si fa, come ho fatto finora in in questa mia prima stagione. Consiglierei quest’esperienza a chiunque crede in se stesso e sa essere in grado di stare lontano dalla propria famiglia.
È un’esperienza che ti aiuta a crescere a livello sportivo ma soprattuto ti aiuta a crescere come persona; ad essere indipendente, a capire cose che, se non fai un’esperienza del genere, non capiresti mai. A me personalmente sta aiutando tanto e mi permette di imparare un’altra lingua e di giocare a calcio e studiare allo stesso temponel college. Non abbiate paura, se avete questo sogno anche voi, andate avanti. Provateci, non potrete avere rancori. È DA FARE! Ne approfitto per ringraziare la mia famiglia che ha sempre creduto in me, che mi ha sempre supportato e tutti i successi che ho avuto fin’ora li dedico a loro; anche se non saranno mai abbastanza per ringraziarli. L’amore della mia famiglia è una delle cose più importanti che ho maturato e compreso venendo quì.

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Intervista a Jessica Cravero: negli Stati Uniti per giocare a calcio e studiare

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