La leggenda del calcio femminile ed allenatrice del Milan Carolina Morace si racconta nel libro “La Prima Punta” uscito il 28 marzo

In Italia siamo abituati a leggere le autobiografie di grandi calciatori, da Roberto Baggio a Francesco Totti, passando per Alessandro Del Piero, Javier Zanetti, Zlatan Ibrahimovic, e allenatori, da Arrigo Sacchi a José Mourinho, passando per Sir Alex Ferguson, Carlo Ancelotti e Giovanni Trapattoni.

Accanto alle biografie di questi campioni, da oggi si potrà collocare “La prima punta”, autobiografia di una vera e propria leggenda e icona del calcio femminile, Carolina Morace, che si definisce come “la supercampionessa di uno sport superminimizzato”.

In questo libro, uscito lo scorso 28 marzo, Carolina Morace mette a nudo i preconcetti della nostra società e dello sport in particolare, ripercorrendo le fasi della sua carriera da calciatrice, che l’ha vista trascinare a suon di gol la Nazionale in due finali europee e vincere per 12 volte il titolo di miglior marcatrice del campionato, e da allenatrice, dai tempi della Viterbese maschile al Milan femminile.

Nelle ultime settimane, La prima punta non è stato l’unico libro a riguardare da vicino il mondo del calcio femminile.

Nel libro “Che fatica la vita da bomber”, scritto da Emanuele Stivala, Fabio Tocco e Michel Zegna, uscito il 19 marzo, ci le storie di 19 calciatori, un ex arbitro internazionale e un allenatore di Serie A. All’interno c’è spazio anche per le storie di due calciatrici: Valentina Giacinti e Manuela Giugliano, due punti fermi del Milan di Carolina Morace.

Per maggiri informazioni e per acquistare il libro La prima punta di Carolina Morace clicca qui.

Martina Pozzoli

One comment

Libri: Carolina Morace mette a nudo i preconcetti della nostra società e ripercorre le fasi della sua carriera

  1. Non mi era ancora venuto in mente, ma appena terminata la lettura di questo libro molto istruttivo e a tratti anche emozionante, ho pensato che Carolina Morace meriterebbe (più di altri) il prossimo ministero dello sport. Un pizzico di disciplina organica e mentale in più non sarebbe un male ma piuttosto un rigenerante.

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