“La differenza salariale è assurda, quindi quello che stanno facendo adesso è per il futuro del calcio femminile”.

È con queste parole che la tennista statunitense Serena Williams, 23 volte vincitrice dei titoli del Grande Slam, ha appoggiato la scelta delle 28 calciatrici della nazionale americana di fare causa alla US Soccer Federation, ovvero la Federcalcio americana, accusata di discriminazione di genere.

La Williams ha dichiarato che “ad un certo punto, ogni sport deve avere delle pioniere e forse questo è il momento per il calcio femminile”.

Un momento che arriva diversi decenni dopo il mondo del tennis, che ha avuto le sue pioniere in campionesse degli anni ’70 del calibro di Billie Jean King, pluri vincitrice di Slam, che hanno portato avanti la lotta per la parità.

“Posso giocare perché qualcuno ha fatto in modo che potessi farlo”, ha aggiunto la tennista classe ‘81.

Forse, un giorno, le calciatrici del domani potranno dire questa stessa frase riferendosi a quanto stanno facendo oggi Alex Morgan e compagne.

Megan Rapinoe, oro olimpico nel 2012 e campionessa del mondo nel 2015, ha sottolineato come lei e le altre giocatrici statunitensi credano molto nella loro responsabilità non solo per la loro squadra e per le future calciatrici della nazionale “ma per le calciatrici e le donne di tutto il mondo, affinché sentano di avere un alleato nella lotta per quello in cui credono e per ciò che meritano”.

Le calciatrici americane, pur essendo campionesse del mondo in carica e avendo ottenuto storicamente risultati migliori della squadra maschile, che ha mancato la qualificazione ai mondiali di Russia 2018, vengono pagate meno.

Le ragazze allenate da Jill Ellis, però, sostengono di essere vittime di discriminazione non solo dal punto di vista salariale, bensì anche per quel che riguarda il modo di allenarsi, le infrastrutture, le cure mediche e i viaggi.

A pochi mesi dal mondiale di Francia, la nazionale a stelle e strisce ha già cominciato la prima battaglia, probabilmente quella più importante.

Martina Pozzoli

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Serena Williams sostiene la causa delle calciatrici della nazionale USA contro la federazione

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