L’ultima partita del girone della Cyprus Cup per l’Italia inizia, almeno secondo il cronista, con l’inno di Mameli nella sua versione meno conosciuta, quella tradotta in Thailandese. Subito dopo le ragazze di Bertolini, che hanno una preparazione a 360°, si lanciano in una prestazione canora che raramente si era vista su un campo da calcio. Il livello di intonazione è così alto, che qualcuno ha visto piangere i bambini del coro dell’Antoniano. Sperando che la prossima volta aggiungano anche la parte centrale in beatbox, con l’urlo ed inchino coordinato finali questa nazionale era da pelle d’oca ancora prima che la palla fosse in movimento.

Interessanti anche i due tentativi di hackeraggio nel corso della partita. Alcuni dicono che sia stato il gruppo di Anonymous, altri che sia stato Collovati, altri ancora che fosse il presidente Mattarella che cercava il collegamento per consegnare delle onoreficenze alle ragazze in campo ma la questione ancora rimane non chiara.

Piccola finale considerazione prima di passare alle valutazioni: forse, considerando tutte le randellate che le azzurre si sono prese in questa partita, sarebbe stato meglio rinominare la città L’arnica.

Pipitone – voto: > 0. Ad esclusione del tiro a seguito dell’errore difensivo di Linari, il primo tempo di Pipitone si conclude nella noia. Nel secondo tempo invece il portiere azzurro pone fine all’inviolabilità della porta azzurra. Il TAR del Lazio però la scagiona, l’effetto sabbie mobili del campo le hanno impedito di agire. E’ stato però il nome dell’attaccante thailandese ad insospettire gli inquirenti. Essendo una cosa simile a “Setaabutt”, Marchitelli è sospettata di aver preso accordi con le Thailandesi per far fare brutta figura alla collega e giocarsi la finale. #laleggeèugualepertutti

Bergamaschi – voto: +1. Accompagnatrice di molte delle azioni da gol dell’Italia, in particolare sul gol inaugurale di Bonansea, servita in area dopo aver lasciato con un doppio passo un’avversaria sul posto, e sul primo di Sabatino. Pare abbia trovato un utile impiego per la gobba sulla maglietta, destinandola a zona di stoccaggio per bombole di ossigeno. #dontstopmenow

Linari – voto: 7.5 Unica nota dolente una sua leggerezza in fase difensiva nel primo tempo che mette a rischio la porta azzurra, ma per il resto gestisce in modo eccellente l’intera manovra cambiando gioco con precisione quando necessario e urlando a Giugliano di rientrare a casa che ormai si è fatto buio. #tornaacasaamamma

Salvai – voto: 8. Prende parte alla manovra del gioco e abbatte sul nascere tutti gli spunti offensivi avversari. La sua capacità di giocare d’anticipo con tale disinvoltura rende chiara una cosa: di sicuro in una delle sue vite precedenti non ha mai lavorato per Trenitalia. #allontanarsidallalineadiporta

Boattin – voto: 730. Evidente in lei lo spirito imprenditoriale del Nord Est. Infatti fa talmente talmente tanti avanti e indietro per quella fascia da riuscire a scarvarsi il solco nel primo tempo, poi riempito di acqua nella ripresa, permettendole così una più agevole discesa in gondola. Nonostante il duro lavoro che svolge in questa partita, non si lamenta mai e risponde ad un lancio troppo lungo di Bonansea con un mentale “Maria Signor” a mani giunte, carico di disapprovazione ma amore smisurato allo stesso tempo. identico a quello che le rivolge sua nonna quando la vede uscire di casa con i jeans strappati. #im’hasugàelcanal

Giugliano – voto: 8.00 Si nota la sua presenza a centrocampo perchè ogni tanto fa partire dei filtranti a rasoterra che sfidano la legge dei grandi numeri finendo esattamente sui piedi di un’attacante azzurra evitando letteralmente una foresta di gambe volanti. #geometra

Bonansea – voto: 9 Trova il miglior impiego per la gobba sulle magliette utilizzandola per segnare e sancire l’inizio del poker azzurro. E’ ancora in fase di testing però la situazione della sbandata. In occasione del primo gol di Sabatino infatti, Bonansea si sbilancia leggermente in avanti facendosi quasi trascinare a terra dalla massa aggiuntiva. #aerodinamica

Galli – voto: 10+. Non è chiaro se l’inizio del diluvio sia dovuto al fatto che abbia segnato il suo primo gol in nazionale o al fatto che Bertolini abbia aspettato fino al 55′ per effettuare il primo cambio. Ma niente di tutto questo ha importanza davanti ad un fatto chiave: il commentatore l’ha chiamata Yaya, quindi siamo ufficialmente pronti per la Francia. #saymyname

Cernoia – voto: 30 e lode. Cernoia è così: intercetta la palla in difesa, salta due tre avversarie, tira, sbaglia e si manda a quel paese da sola per aver sbagliato. Sul gol di Galli fa letteralmente un capolavoro partendo con la palla dalla difesa e facendo partire un filtrante per Galli che è da manuale del calcio. #perfezionista

Mauro – voto: castità. La voce del suo stato di forma perfetto arriva fino in Thailandia, infatti viene battezzata e cresimata nel giro di 4 minuti dal capitano thailandese con uno strano rito religioso asiatico che prevede l’asportazione di tibia e menisco per la purificazione dell’anima. L’arbitro fraintende il cerimoniale ed espelle l’innocente giocatrice della Thailandia per doppia ammonizione. #ritas’accascia

Sabatino – voto: 1 stella Michelin. Entra in campo dopo aver firmato un accordo di non concorrenza con Giacinti, sotto l’attenta supervisione dell’Antitrust. Fa una partita fenomenale con un ricco menù che comprende: sponda di petto per Cernoia, velo per Tarenzi, invenzione del nuovo schema d’attacco denominato “rigore in movimento”, rovesciata su cross di Serturini e, per finire, un gol di testa no look. #piattoriccomicificco

Serturini – voto: 408 km. Nonostante non sia una veterana, quando entra in campo lotta su tutti i palloni e prova a tirare da fuori più volte anche tentando conclusioni al volo molto complesse. Sfortunatamente in questo match finiscono tutte fuori dallo specchio della porta, compreso un coraggioso tiro al volo di prima intenzione che finisce sulla stazione spaziale internazionale dalla quale si è sentita distintamente la Cristoforetti urlare ” Ve lo buco sto pallone”. Ma a noi Annamaria piace così. #gajarda

Tarenzi – voto 7 leghe. Qualche tentativo in incornata e ottima difesa della palla con un fisico che non le manca. Il momento migliore della sua partità è però una giravolta in pieno stile Sailor Moon cristallo del cuore. E chi la può biasimare, Sailor con un tempo del genere, era la scelta migliore. #tirairemiinbarca

Fusetti – voto: 7. Entra in campo nella ripresa e si rende protagonista attiva della fase di ripartenza azzurra. E’ vero, era in campo nel momento in cui la nazionale di Bertolini ha subito un gol, ma stavolta più che un gol sembrava fairplay. #l’importanteèpartecipare.

Alborghetti – voto: Lascia l’ascia di guerra in panchina ed entra in segno di pace in campo, forse dopo essere stata testimone della conversione subita da Mauro. Supporta le compagne in attacco con dei buoni cross per le compagne in attesa nell’area avversaria. #redenzione

Adami – voto 30/30 Approfitta del suo ingresso in campo in questa partita a conti già saldati per affinare la tecnica della scivolata millimetrica a gamba tesa superando l’esame a pieni voti. #macellaisidiventa

Bursi – voto 7.5. Si adatta bene allo spirito combattivo di questa squadra e impara molto partita dopo partita dalle compagne. Spinge sulla fascia, combatte e regala qualche felice traversone per le compagne. #aspettandochel’allievosuperilemaestre

Bertolini – voto non c’è 2 senza 3: tre partite, tre formazioni diverse. Non si capisce se questo sia uno degli svariati modi per cercare di mettere in difficoltà le ragazze, mettendo in crisi una delle poche certezze del calcio, ovvero che “C’è un capitano, c’è solo un capitano”, oppure se faccia le formazioni come una nonna con le ricette delle torte, non sa la quantità esatta degli ingrediente, ma vede a occhio quando le dosi sono giuste. Di sicuro un risultato l’ha ottenuto: lavoro extra. #sindacato

Giulia Beghini