La prima storica vincitrice del Ballon D’Or Féminin sembra ancora ferma nella sua decisione di non partecipare al Mondiale, prendendo posizione contro la disparità nel calcio norvegese e la mancanza di rispetto mostrata dalla NFF

L’attaccante del Lione aveva annunciato il suo allontanamento dalla nazionale norvegese a seguito del deludente percorso della squadra agli Europei. Ma la motivazione è ben più profonda di una semplice frustrazione per la mancanza di risultati, tant’è che Hegerberg non pare vacillare neppure adesso, con i Mondiali a pochi mesi di distanza e la sua Norvegia qualificata addirittura come prima nel suo gruppo.

Le ragioni sono molteplici e risalgono ad ancor prima degli Europei. La calciatrice ha infatti dichiarato più volte che la decisione è dovuta al rifiuto da parte della NFF di scendere a compromessi di fronte alle sue richieste. Richieste che poi non sono solo le sue, bensì riguardano tutte le donne nel calcio norvegese.

E non si parla solo di stipendio, quanto soprattutto di rispetto e considerazione verso le calciatrici, oltre ad un progetto per il progresso e lo sviluppo che, a detta di Hegerberg, sarebbe imprescindibile per migliorare la nazionale e i club.

Ormai da tempo Hegerberg si diceva stanca e delusa dallo stato della nazionale e, ancor più, della Toppserien. “La Norvegia ha una grande storia nel calcio femminile, ma adesso è più dura”, aveva affermato. “Abbiamo smesso di parlare di sviluppo e le altre nazioni ci hanno raggiunto.”

Quando lasciava momentaneamente il Lione per allenarsi con la nazionale, la differenza era più che evidente. Addirittura diceva di tornare poi in Francia con la sensazione di essere peggiorata, anziché essersi arricchita. Effettivamente, che sia una diretta conseguenza o meno, dopo la scelta di concentrarsi solo sul club francese è arrivata per lei una stagione ancor più straordinaria del solito (se possibile), oltre al recentissimo riconoscimento del Ballon D’Or.

Eppure, quel che è certo è che, se la NFF non cambierà idea, Hegerberg non potrà chiudere l’attuale stagione con alcuni dei suoi soliti gol e numeri da record al Mondiale del 2019 e la Norvegia dovrà fare a meno del suo talento.

Resta sicuramente l’amaro in bocca, ma anche la speranza che la sua presa di posizione in prima persona possa iniziare a far smuovere qualcosa e mandare un segnale chiaro, anche e soprattutto per le prossime generazioni di calciatrici.

Martina Cappai