Il calcio femminile in Spagna e le differenze tra il nostro calcio e quello iberico. Intervista esclusiva all’ex calciatrice di Torres, Levante, Espanyol e della nazionale italiana Pamela Conti

A Madrid, sponda Atletico, si parla sempre di più italiano. In campo scende l’azzurra Elena Linari, che sta ben figurando con la camiseta roji-blanca, mentre dietro la scrivania lavora il giovane manager Mattia Martini.

Da qualche settimana si è aggiunta anche un’ex calciatrice ed allenatrice azzurra, Pamela Conti.

Abbiamo intervistato Pamela per farci raccontare le prime sensazioni in terra iberica e per parlare di calcio femminile sull’asse Italia-Spagna.

Partiamo dalla scorsa estate, all’improvviso una sorpresa per te. Ci racconti cos’è successo?
E’ stata un’estate difficile, complicata. Ho trascorso quasi tutto quel periodo a letto per colpa di una polmonite. Successivamente le mie migliori amiche mi hanno invitata a Madrid per trascorrere qualche giorno con loro ed ho ricevuto la chiamata dell’Atletico de Madrid, inaspettata ma sono davvero felice di far parte di questa famiglia roja y blanca.

Di cosa ti occupi all’Atletico Madrid?
Sono allenatrice dell’Under 16 con David, un mister che vorrei ringraziare per il sostegno che mi ha dato fino adesso.

Cosa ti ha colpito maggiormente in questo primo periodo a Madrid?
Avevo già vissuto 3 anni in Spagna ed ho sempre desiderato tornarci ed ho preso questa opportunità al volo. Penso che Madrid sia la capitale mondiale del calcio.

Quali differenze noti tra la metodologia italiana e quella del club campione di Spagna di calcio femminile?
Sarò sempre ripetitiva, qui già da piccoli iniziano con la palla al piede, si gioca e ci si diverte, in Italia un po’ meno!

Intanto continui a gestire la tua Accademia Calcio a Palermo…
La mia scuola calcio è la cosa più importante che abbia fatto nella mia vita. Grazie a mio fratello Vincenzo (che si occupa della gestione in loco ndr) sono potuta venire qui in Spagna, ma i bambini di Palermo sono sempre al primo posto su tutto per me anche se dovessi allenare la Nazionale.

I tuoi ragazzi hanno avuto anche l’opportunità di viaggiare in Svizzera e Spagna, oltre che essere tesserati da squadre professionistiche. Ti ritieni soddisfatta? Dove credi possiate migliorare?
Loro hanno la fortuna di essere allenati da ex calciatori professionisti, devono avere fiducia nella società e sono sempre più convinta che hanno bisogno di fare esperienze all’estero per crescere.

Tornando al calcio femminile, hai notato dei cambiamenti rispetto a quando eri tu a scendere in campo?
Si, assolutamente!!! Adesso qui c’è più visibilità, le società maschili stanno investendo tanto. Già dieci anni fa dissi che la Spagna sarebbe diventata una nazione importante a livello mondiale, adesso posso dire che presto entrerà tra le prime 4 al mondo.

Quali giocatrici spagnole ti hanno colpito maggiormente?
Io ho ancora diverse amiche, Laura del Rio, Sandra Panos, Maider Castillo, Silvia Mesenguer, Ruth, Alexia, Vicky Losada, Maria Ruiz, Vero Boquete.

Giocatrici importanti direi..
Si! Loro sono la storia del calcio femminile spagnolo.

Si può parlare di colonia italiana a Madrid, composta da te, Elena Linari e Mattia Martini. Vi siete già incontrati?
Si, con Mattia ci sentivamo ancora prima che io venissi in Spagna, con Elena ci siamo viste solo una volta. Parlano molto bene di lei, ne sono davvero contenta.

Segui il campionato italiano? Chi vedi favorita per lo Scudetto?
Lo seguo molto, credo stia diventando molto interessante. Penso che le squadre migliori siano Milan, Fiorentina e Juventus

Il Milan è la rivelazione della prima parte di stagione, sei stata allenata da Carolina Morace all’Europeo 2005, ti aspettavi questo avvio delle rossonere?
Diciamo che avere Carolina come allenatrice ti permette di partire con almeno 3 punti di vantaggio rispetto alle altre. Il suo carisma, la sua preparazione e la sua esperienza è unica in Italia, insieme a quella di Rita Guarino.

Quale giocatrice italiana vedresti bene in Spagna?
Manuela Giugliano, per me è una delle giocatrici più forti in Italia.

Per chiudere, quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Quello di vedere uno dei miei ragazzini esordire in una squadra professionistica. Per quanto mi riguarda, mi auguro di tornare un giorno in Italia ed allenare qualche squadra importante.
Però do tempo al tempo, ora sono molto felice a Madrid!

Redazione L Football