Martina Colombari in pole per la presidenza della divisione calcio femminile, ma la Lega Serie A non ci sta e guarda con interesse alla crescita del movimento

Secondo quanto riportato ieri dal Corriere della Sera, sul tavolo della FIGC per l’elezione del presidente della sezione calcio femminile, ci sarebbero i nomi di Martina Colombari e Walter Veltroni. Per ora non sono arrivate conferme ma neanche smentite da parte degli interessati. Non manca molto alle elezioni, che si terranno il 9 ottobre al Museo del Violino di Cremona.

L’ex miss Italia e moglie del vice commissario Alessandro Costacurta sarebbe in vantaggio sull’ex sindaco di Roma. A livello politico in FIGC sono giorni molto intensi, anche per via dell’Assemblea elettiva che dovrà scegliere il prossimo presidente federale. Tutte le componenti sono al lavoro per scegliere il candidato ideale. Al momento il nome forte è quello di Gravina sostenuto dalla Lega Pro, LND, AIA e AIAC. Non si sono ancora pronunciate, in merito al candidato la Lega B e la Lega Serie A. Quest’ultima invece, sembra non gradire i due i nomi proposti per il calcio femminile, in quanto vorrebbe poter gestire in maniera diretta l’intero movimento.

Più che i nomi proposti di Colombari e Veltroni, la notizia più eclatante riportata dal quotidiano milanese sarebbe proprio questa. I club di Serie A che si interessano al calcio femminile tanto da volerlo incorporare all’interno della massima lega professionistica di calcio in Italia.

La mossa di portare il calcio femminile sotto il controllo della FIGC è stata fortemente voluta dal commissario straordinario Fabbricini e dal suo vice Costacurta, ma per capire quale possa essere il futuro del movimento, bisogna attendere cosa succederà dopo l’elezione del nuovo presidente federale. Le parti in vantaggio, di cui fa parte la Lega Nazionale Dilettanti, non hanno certo gradito il braccio di ferro utilizzato da Fabbricini per strappare il femminile ai dilettanti, con tanto di strascichi giudiziari e querelle ancora in atto.

Il futuro del calcio femminile potrebbe cambiare ancora, ma quello che ci sentiamo di dire con forza è che “indietro non si torna”. Qualunque sia la futura governance, nessuno può esimersi dal perseguire obiettivi di crescita e sviluppo significativi.

Giuseppe Berardi

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