Il successo delle Courage nella NWSL raccontato da Marco Rosa direttore della comunicazione del North Carolina Football Club.

Sabato scorso al Providence Park di Portland è andato in scena l’ultimo atto della National Women’s Soccer League. Nella finalissima, North Carolina Courage ha battuto Portland Thorns 3-0, conquistando il primo titolo nella storia del club.
Una stagione straordinaria per le Courage, capaci di abbattere numerosi record nella lega americana di calcio femminile.
Ventiquattr’ore dopo la vittoria, L Football ha contattato telefonicamente Marco Rosa, Direttore della Comunicazione di North Carolina FC, per un’intervista esclusiva.
Rosa, milanese, vive da 25 anni negli Stati Uniti e lavora nel calcio da circa 12 anni ricoprendo sempre ruoli inerenti le pubbliche relazioni e la comunicazione.

Le emozioni per il trionfo di Portland sono ancora vive nella sua voce. L’uomo della comunicazione delle Courage non riesce a trattenere l’entusiasmo per una stagione davvero incredibile e favolosa sotto tanti punti di vista. Gli chiediamo subito se si aspettava questi risultati a inizio stagione. “A dir la verità no, nel senso che la squadra non si è mai posta degli obiettivi fissi. Il mantra per il 2018 era No Finish Line (Nessun Traguardo). Il nostro allenatore incoraggia la squadra spingendo le ragazze a fare del loro meglio di giorno in giorno. Un altro motto per la squadra è “Grit today, growth tomorrow” (grinta oggi, crescita domani), perché’ una delle cose più importanti per noi è la crescita individuale e di squadra, poi vengono i risultati. Personalmente ho sempre creduto nel successo di questo gruppo e la conferma è arrivata dai 12 risultati utili prima di perdere l’unica partita dell’anno”.

Nel corso della stagione c’è stato un momento particolare che ha dato una spinta in più verso il successo?

Ci sono stati tanti momenti importanti. Uno in particolare è avvenuto quando abbiamo vinto per 4-1 in casa di Portland Thorns a fine maggio. Ma ricordo anche la vittoria nella Women’s International Champions Cup, competizione disputata senza sei titolari e contro il Lione, la squadra più blasonata al mondo. Il modo in cui abbiamo affrontato i playoff è stato un fattore determinante e uno dei momenti chiave della stagione. A causa dell’uragano Florence, la lega ha spostato la semifinale che dovevamo giocare in casa domenica 16 a martedì 18 ma a Portland. Solo tre giorni dopo abbiamo dovuto affrontare le Thorns sempre in trasferta da sfavorite. Tutto questo ha dato alle ragazze una grande motivazione in più e una spinta ulteriore.

Quest’anno avete vinto International Champions Cup, NWSL Shiels e NWSL Championship, un triplete da record.

È stato un anno indimenticabile a livello di risultati e record. Abbiamo vinto la ICC senza sei titolari contro un’Olympique Lyonnais, seppur in fase di preparazione, che ha schierato nove o dieci titolari della finale di Champions League. Abbiamo vinto l’NWSL Shield con quattro giornate d’anticipo e chiuso la regular season con i record di vittorie (17), punti (57), partite perse (1), goal fatti (53). Siamo anche l’unica squadra nella NWSL ad essere imbattute fuori casa con otto vittorie e quattro pareggi.

Dall’Italia guardiamo alla NWSL come al campionato perfetto sia in termini di spettacolo che di organizzazione. Cosa fa davvero la differenza nel campionato professionistico americano?

Il calcio femminile americano è sempre stato leader indiscusso di questo sport. Lo dimostrano i tre Mondiali e quattro Ori Olimpici conquistati. A livello professionistico ci sono stati degli alti e bassi negli anni. Adesso c’è finalmente una governance stabile e la lega in un’ottica di crescita permette alle migliori giocatrici del mondo di confrontarsi e migliorare di giorno in giorno. Qui giocano le migliori giocatrici statunitensi ma tante provengono anche dal Brasile (Debinha e Marta su tutte) e dall’Australia, come ad esempio Sam Kerr, capocannoniere per due anni di seguito. A livello di organizzazione, la federazione americana è molto coinvolta nella struttura della lega e questo aiuta molto le squadre sia a livello economico che a livello di supporto per quanto riguarda le attività di marketing e comunicazione.

Lei si occupa della comunicazione di North Carolina Courage da due anni. Ci spiega gli aspetti fondamentali di una comunicazione vincente per un club di calcio femminile?

Lavoro in questo settore da circa 12 anni. Le Courage sono arrivate nel nostro gruppo nel 2017 e abbiamo imparato molto in fretta che i tifosi del calcio femminile sono molto informati ed estremamente attivi sui social. L’importante è mantenere un livello alto di coinvolgimento dei fan e dei media sia con metodi tradizionali che non-tradizionali. Twitter è la piattaforma dominante e lo dimostrano i 125,000 follower della lega e i 17 mila delle Courage. Basti pensare che quando abbiamo fatto partire l’account delle Courage nel gennaio del 2017 siamo saliti immediatamente a 12.000 follower e la crescita continua. Un altro aspetto importante è riguarda le atlete: sono molto coinvolte con i loro account social personali ed è importantissimo mantenere il dialogo con i tifosi a tutti i livelli.

 Come è visto il calcio femminile europeo negli Stati Uniti e quali sono campionati più seguiti?

Purtroppo non si vede molto il calcio femminile europeo negli USA. Detto questo l’Olyimpique Lyonnais e le squadre del campionato inglese sono molto seguite, anche per il fatto che alcune giocatrici della nazionale hanno vissuto delle esperienze nei vari club in Europa. ESPN ha trasmesso gli Europei lo scorso anno in tv a testimonianza del fatto che il calcio femminile continua a crescere a livello mondiale sia in termini di competitività che per talento delle atlete. C’è però ancora molto lavoro da fare affinché i campionati femminili siano seguiti come quelli maschili qui in America.

In Italia la Serie A femminile sta crescendo molto. Secondo lei cosa manca per fare quel salto di qualità che possa portare il campionato italiano nell’elite europea? 

Credo che la Serie A debba trovare un momento di stabilità, occorre valorizzare le giocatrici e farle crescere. Questo è un aspetto importante come lo è anche il bisogno di creare delle icone dello sport tipo Alex Morgan e Heather O’Reilly in cui i tifosi possano identificarsi. Il fatto che l’Italia si sia qualificata per il mondiale del 2019 è un immenso passo avanti. Anche per avvicinare il calcio femminile a quello maschile in un paese dove la tradizione calcistica è parte integrande del dna degli italiani. Una buona prestazione dell’Italia in Francia nella Coppa del Mondo porterebbe una crescita per questo sporto a livello locale, attirando sponsor e pubblico.

Intervista di
Giuseppe Berardi

Foto: North Carolina Courage