Il direttore generale della FIGC parla del professionismo nel calcio femminile e spiega che il movimento non è pronto. Ci sarà quando “il sistema sarà stabile”

Dopo che i campionati di Serie A e Serie B di calcio femminile sono passati nuovamente sotto il controllo della FIGC, torna di attualità il tema del “professionismo” nel calcio in rosa.

A margine di un evento, svoltosi ieri al CONI, il Direttore Generale della Federcalcio e vice presidente della UEFA, Michele Uva ha parlato della situazione del calcio femminile.

“Vedo anche le altre nazioni e vedo come siamo indietro dal punto di vista culturale. Il calcio ha straordinarie potenzialità, siamo cresciuti molto in questo ultimo periodo nel numero delle tesserate, specialmente dopo l’obbligatorietà inserita dalla FIGC. Il calcio ha bisogno di calcio femminile, è il futuro del calcio italiano. Le donne ci possono portare non solo tesserate, il calcio femminile servirà al maschile, ma anche alla società. La potenzialità e la volontà ci sono, come pure gli investimenti. Il professionismo delle donne è un obiettivo a medio e lungo termine, entrerà quando il sistema sarà stabile, quando ci saranno basi solide. Dal punto di vista culturale crediamo molto nelle donne”.

Uva ha anche ricordato che la FIGC per la prima volta ha affidato ad una donna, Patrizia Panico, ex capitano della nazionale femminile, la guida di una nazionale giovanile maschile: “Lo sport ha bisogno di mix di donne e uomini, il bello dello sport è pensare che in futuro ci sia una straordinaria interazione tra uomini e donne. Per me esiste una interazione uomo-donna che porta alla crescita sociale di un popolo”.

Giuseppe Berardi

Foto: CF Florentia

One comment

Il professionismo nel calcio femminile: un obiettivo a medio e lungo termine

  1. Non si poteva dire meglio di così. Siamo solo agli albori, ora tocca a tutte le donne sportive prefiggersi il medio termine piuttosto che il lungo.

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