Per la prima volta dal 2013, anno dell’inaugurazione della National Women’s Super League, la squadra che ha vinto la Regular Season è riuscita anche a trionfare nella finale per il titolo. L’impresa è stata realizzata dalle North Carolina Courage: dopo aver dominato il campionato e aver infranto tutti i record della Lega, le ragazze allenate da Paul Riley hanno sconfitto per 3 a 0 nella finale per il titolo le Portland Thorns campionesse in carica.

North Carolina era in cerca di rivincita. Nel 2017 McDonald e compagne avevano chiuso al primo posto la stagione regolare, si erano qualificate per la finale dei playoff per poi fermarsi a pochi passi dal titolo, sconfitte per 1 a 0 dalle Portland Thorns. Fu il gol al minuto cinquanta di Lindsey Horan a regalare il secondo titolo nella storia della NWSL alla squadra dell’Oregon e ad alimentare quella fame agonistica che ha guidato le azzurre per tutto il 2018.

Una voglia che ha portato le ragazze del North Carolina a battere ogni record della Lega. A inizio stagione BetStars indicava proprio la squadra di Riley tra le favorite per la vittoria del campionato. Un pronostico che ha trovato conferma nelle statistiche finali: record di partite vinte, maggior numero di punti totali nella storia e di media punti a partita.
Vincendo l’ultima partita di campionato regolare dell’otto settembre contro lo Houston Dash, il North Carolina Courage si è guadagnato il titolo di miglior squadra nella storia del calcio femminile statunitense: mai nessuna squadra, in nessun campionato, aveva concluso la stagione con meno di 2 sconfitte.
Diciassette vittorie, sei pareggi e una sola battuta d’arresto in campionato, con la bellezza di quindici punti di vantaggio sulla seconda in classifica, guarda caso le Portland Thorns, cinquantatré gol realizzati e solo diciassette subiti. Un dominio assoluto che ha visto splendide protagoniste le attaccanti McDonald (dieci gol in regular season) e Williams (quattordici reti) e le centrocampiste Debinha e Dunn, rispettivamente a quota nove e otto marcature.
Anche nella finale giocata al Providence Park di Portland non c’è stata partita. Un netto 3 a 0 per le ragazze di North Carolina con Jessica McDonald assoluta protagonista. A sbloccare il risultato è stata però una delle rivelazioni della stagione, la centrocampista brasiliana Débora “Debinha” Cristiane de Oliveira che al tredicesimo minuto ha insaccato su un bel cross del capocannoniere di squadra Lynn Williams. Il raddoppio è arrivato appena ventisette minuti dopo con l’Mvp della partita McDonald brava a superare la difesa di Portland sfruttando al meglio l’assist del difensore Hinkle.

Con il risultato in ghiaccio a fine primo tempo le giocatrici di North Carolina hanno controllato il gioco e hanno chiuso definitivamente la pratica al minuto sessantaquattro, ancora una volta con McDonald, questa volta su suggerimento vincente di Mathias.
Un dominio assoluto per la prima squadra nella storia del calcio americano in grado di vincere sia stagione regolare che finale dei playoff.
Ma soprattutto una partita storica per l’intero movimento statunitense. Il match giocato al Providence park di Portland ha registrato la bellezza di 21.144 spettatori paganti. Il numero più alto nei cinque anni di esistenza della lega professionistica americana.

Numeri che confermano l’attenzione sempre crescente verso il calcio femminile. Sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, Italia compresa. Sulla scia della situazione europea, dove il numero di tesserate Uefa è cresciuto del 7,5% dal 2016 al 2017, anche nel nostro Paese qualcosa inizia a muoversi.
Sotto la spinta della FIGC, sono nate squadre legate ai club di Serie A maschile come la Juventus, la Fiorentina, l’Inter, la Lazio e il Milan, equamente suddivise tra Lega di Serie A e Lega di Serie B. Aumenta l’interesse e migliorano i risultati a livello internazionale: Brescia e Fiorentina sono ormai una presenza fissa della fase a eliminazione diretta della Champions League e anche la Juventus sta iniziando a far parlare di sé a suon di risultati e campagne acquisti di livello internazionale. Che il 2019 sia l’anno della svolta?

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