Dopo una positiva stagione in Spagna al Siviglia, Martina Piemonte si prepara per nuove sfide e racconta in esclusiva ad L Football il suo modo di intendere il calcio ma anche i suoi progetti futuri

Negli ultimi anni sono tante le calciatrici straniere che hanno scelto l’Italia e la Serie A per crescere o consolidare il proprio livello di gioco. Al contempo vi sono anche diverse giocatrici italiane che sono andate all’estero, come ad esempio Giorgia Spinelli in Francia, Eleonora Goldoni nel campionato universitario americano, Martina Capelli a Cipro, Deborah Salvatori Rinaldi e Martina Piemonte in Spagna. Quest’ultima dopo una sola stagione in forza al Siviglia ha deciso di concludere anticipatamente a sua esperienza in Andalusia, a causa di alcune divergenze con lo staff tecnico.

Cresciuta calcisticamente nella sua Romagna, Martina gioca prima nel Riviera di Romagna poi nel San Zaccaria per poi passare al Verona, club con il quale debutta nella Uefa Women’s Champions League nell’ottobre del 2016. Con la maglia gialloblù, nonostante un brutto infortunio, Piemonte colleziona 19 presenze e 11 gol. Nell’estate del 2017 passa al Siviglia neo-promosso in Liga Iberdrola. Con la maglia del club spagnolo, l’attaccante italiana, segna 6 gol in 14 presenze.

Martina Piemonte è una delle atlete italiane più “marketable”, molto richiesta da quelle aziende che hanno deciso di legare la propria immagine a quella del calcio femminile.

La calciatrice romagnola è attualmente testimonial del brand di abbigliamento sportivo New Balance e di Vitamin Well, brand svedese che produce bibite vitaminiche.

In occasione del suo ritorno in Italia, L Football ha incontrato Martina Piemonte per una intervista esclusiva.

Partiamo subito da quello che è successo recentemente. Cosa ti ha spinto a risolvere anticipatamente il contratto con il Siviglia?

Sono stata davvero molto bene sia come persona, sia come calciatrice nel Sevilla FC, grazie alle mie compagne e alla società. Ma non posso accettare una serie di azioni che vanno contro la mia professionalità, la mia persona e i miei valori.

È stata una decisione presa di istinto o meditavi da tempo di lasciare il club?

Non è stata una decisione facile da prendere, perché ho dovuto lasciare la squadra quando mancavano solo 4 partite alla fine del campionato, ma prima di tutto viene la mia integrità morale. È una decisione che ho preso insieme alla mia famiglia, al mio agente e alle persone che mi stanno vicino, le quali mi appoggiano al 100%.

Ora sei in Italia, ti allenerai da sola col tuo staff o stai valutando l’idea di aggregarti a un club italiano?

Adesso ho un piano di lavoro specifico che seguo minuziosamente con l’aiuto dei miei agenti che seguono tutti gli sviluppi e i miei progressi, sia a Siviglia che qui in Italia. Non abbiamo pensato a nessun club. Adesso ho bisogno di recuperare le forze mentali e fisiche per continuare ad allenarmi duramente e mantenermi in forma.

Per la prossima stagione valuterai solo offerte provenienti dall’estero o c’è la speranza di rivederti nel nostro campionato?

Non respingo nessun tipo di offerta, però è chiara l’idea di voler andare in una squadra dove mi possano valorizzare per quello che merito. Potrà essere in Italia, Germania, Francia o Spagna, il tempo lo dirà. Ma quello che so è di voler far esplodere questa bomba che ho dentro da sempre, in campo.

Che differenza hai riscontrato tra la Liga Iberdrola e la Serie A?

Prima di tutto l’intensità: il calcio in Spagna è molto più veloce e forte. Il livello in Italia, anno dopo anno sta crescendo. Credo manchi il coinvolgimento da parte delle squadre maschili, per rendere più professionali le esigenze delle squadre femminili. In Spagna questo, l’anno fatto molto bene e penso sia una cosa positiva dalla quale prendere spunto.

Come è visto il nostro calcio in Spagna?

Il calcio italiano è di gran livello. Basta vedere il posizionamento in classifica mondiale della nostra nazionale. Penso che dovremmo avere un campionato più competitivo, per poter crescere di più tutte e di conseguenza anche la nazionale potrà trarne benefici. Storicamente, siamo in un buon momento per il calcio femminile italiano e questo può essere solo l’inizio.

In Spagna, il Barcellona sta investendo molto nel calcio femminile. Tu che l’hai affrontato pensi possa arrivare a giocarsi la Champions League alla pari con Lione, Wolfsburg e le squadre inglesi?

Il Barcellona sta investendo molto, rinnovando l’intera squadra per poter competere con questi grandi club. Lione, Wolfsbug e le grandi squadre inglesi hanno una rosa formata già da tempo, cosicché una volta scese in campo si ritrovano in vantaggio rispetto alle squadre in crescita. Il Barcellona ha delle grandissime giocatrici, credo che abbiano bisogno solo di tempo per adattarsi al gioco che richiede la squadra e diventare una delle grandi club d’Europa.

Recentemente con l’Under 23, hai affrontato nazionali importanti come Norvegia, Francia e USA. Cosa ti ha colpito nel loro modo di giocare e quali calciatrici ti hanno impressionato di più nel Torneo di La Manga?

L’ Under 23 è la nazionale che permette alle calciatrici di crescere e lavorare al meglio per poter ambire a vestire la maglia della nazionale Maggiore.  Sinceramente non mi ha sorpresa nessuna, la Francia ha delle giocatrici veloci, molto forti quelle di Norvegia e Svezia. Le americane sono molto disciplinate. Credo che per essere una grande giocatrice c’è bisogno un po’ di tutto ed è per questo che continuo a lavorare, seguendo i consigli del mister Nazzarena Grilli. A livello di nazionali l’Italia sta facendo grandi cose.

Torniamo in Italia, ti aspettavi una Juventus così forte sin dalla prima stagione?

Sinceramente non mi aspettavo niente di diverso da quello che hanno fatto. La Juventus è una squadra molto forte e non può permettersi di non lottare per lo Scudetto e la Coppa Italia. Come del resto in futuro faranno sicuramente nei prossimi anni squadre come Milan, Inter, Napoli ecc. Chiaramente quando decideranno di investire davvero nel femminile.

Per concludere, il prossimo anno ci saranno i Mondiali in Francia e l’Italia è ad un passo dal qualificarsi. Partecipare alla competizione iridata è uno dei tuoi obiettivi?

 Si certo. È uno dei tanti obiettivi che ho. Lavorando sodo, dimostrando di essere al livello, in ogni opportunità, come nelle convocazioni in U23, sarei orgogliosa e onorata di poter indossare la maglia azzurra, indistintamente dalla categoria che mi viene assegnata. Il Mondiale in Francia è un sogno, con continua costanza e gran determinazione tutto può succedere.

Intervista di
Giuseppe Berardi