Le campionesse di Francia si consacrano come la squadra più forte d’Europa e possono guardare con distacco tutte le altre squadre del continente, forti dei loro successi.

Con la vittoria di ieri sera l’Olympique Lyonnais ha polverizzato una serie incredibile di record. Nessuno è come loro: 7 finali conquistate nelle ultime 9 edizioni; 5 Champions conquistate in 8 anni e prima squadra in assoluto ad aver vinto la competizione in 3 edizioni consecutive. Impresa mai riuscita a nessuno nemmeno in ambito maschile e che solo il Real Madrid potrà eguagliare con una vittoria nella finale di sabato prossimo. Serata da ricordare anche per il capitano Wendie Renard e il portiere Sarah Bouhaddi, che hanno accompagnato la squadra in tutte e sette le finali e, insieme alle compagne Camille Abily e Eugénie Le Sommer, sono le uniche calciatrici ad aver vinto 5 titoli. La Abily ha stabilito anche il record di 81 presenze nella competizione e di 42 reti segnate con la stessa squadra. Gloria anche per Ada Hegerberg: le 15 reti segnate in questa edizione sono un nuovo record.

Al Valeriy Lobanovskiy Dynamo Stadium di Kiev, si sono affrontate le due squadre che rappresentano il gotha del calcio europeo, in quella che oramai si potrebbe definire una classica: Wolfsburg e Lione si sono affrontate in finale per la terza volta in sei anni e nelle ultime 9 edizioni soltanto una volta non era presente nessuna delle due squadre.

Gara decisa ai supplementari

È stata una partita dai ritmi gradevoli, ma priva di particolari sussulti. Il Lione ha esercitato un netto predominio territoriale, mostrando un’ottima organizzazione di gioco e grande abilità nel palleggio, ma ha trovato grandi difficoltà negli ultimi 25-20 metri a finalizzare la mole di gioco proposta. Il Wolfsburg ha agito per lo più in contropiede, tentando qualcosa di più solo nei primi 10 minuti della seconda frazione di gara. L’unico vero sussulto dei tempi regolamentari è avvenuto attorno al 70’ minuto di gioco. Calcio d’angolo per il Lione, Le Sommer corregge di testa ed Henry supera il portiere Schult con un tocco beffardo. La palla sembrava aver superato completamente la linea, ma la quaterna arbitrale non è stata di questo avviso.

La gara si accende improvvisamente nei supplementari. Al 93’ il portiere Schult rinvia velocemente con le mani direttamente a centrocampo su Pernille Harder. Il Lione si fa trovare impreparato, l’asso danese si invola indisturbata verso la porta avversaria e scocca un tiro appena fuori l’area di rigore. Francamente il tiro non sembrava particolarmente irresistibile, ma forse complice una deviazione, inganna il portiere Bouhaddi e finisce in rete. Al primo tiro in porta il Wolfsburg è in vantaggio, a sorpresa e in maniera del tutto immeritata. L’allenatore del Lione corre ai ripari e fa entrare Shanice Van de Sanden, mossa che si rivelerà vincente. Al 96’ Popp, che forse non conosce la massima del grande Mazzone “difensore scivoloso, difensore pericoloso”, commette un fallo tanto ingenuo quanto inutile sulla trequarti avversaria: secondo giallo e Tedesche in 10. Assurde e inutili le proteste della calciatrice.

Crollo Wolfsburg

Il Wolfsburg sbanda e due minuti dopo regala palla alle avversarie con un incomprensibile passaggio all’indietro. Si avventa sul pallone Ada Hegerberg che lancia Henry in area. Controllo imperioso e pallone scaricato con prepotenza in rete. A questo punto si scatena l’uragano Van de Sanden, che fa terra bruciata attorno a sé con i suoi scatti imperiosi. Al 99’ viene seguita invano dalle avversarie fino al limite dell’area piccola, quando mette in mezzo un pallone facile facile, che il tocco morbido di Le Sommer trasforma in oro per il goal del vantaggio. Al 103’ ancora Van de Sanden vola imprendibile sulla destra e mette al centro un cross al bacio per la Hegerberg che insacca: 3-1 e i giochi sono chiusi. C’è ancora tempo per un altro scatto della “freccia olandese” che dal fondo mette dietro un rasoterra per l’accorrente Abily, che può festeggiare al meglio quella che dovrebbe essere la sua ultima partita.

Il punteggi finale è di 4-1 e il Lione è libero di volare alto sul tetto di Europa.

Paolo Di Padua