Vittoria fondamentale per la Nazionale nella corsa al Mondiale. Le azzurre battono 2-1 il Belgio in rimonta grazie alle reti di Martina Rosucci e Cristiana Girelli.

“Ferrara è una città fantastica e questo stadio sembra fatto su misura per il calcio femminile. Vincere è sempre importante ed è ancor più importante quando vinci gare difficili come questa davanti a tantissime persone. 7500 spettatori per una gara di calcio femminile in Italia è un gran risultato: questa è stata una grandissima giornata per il calcio femminile. Una vittoria così regala emozioni forti, emozioni che lasciano il segno, soprattutto sulle tante bambine presenti”.

Le parole del CT Bertolini sono sicuramente il riassunto ideale di questa magnifica giornata di calcio, che la nostra nazionale ha saputo regalare a tutti i suoi tifosi. Sesta vittoria consecutiva e qualificazione ai mondiali che si avvicina sempre di più. Regolato anche il favorito Belgio per 2-1 in rimonta. Una vittoria di carattere, di cuore, di intelligenza e di tecnica.

Partita difficile, con le Azzurre che per stessa ammissione del nostro CT nel dopogara, partono un po’ contratte, appesantite dall’importanza dell’incontro. Si fatica a tenere le giuste posizioni e le giuste distanze, soprattutto a centrocampo, dove si soffre anche l’inferiorità numerica rispetto alle avversarie. Tuttavia il Belgio non punge, grazie anche al sacrificio di Giugliano e Rosucci che “spendono” due gialli per evitare pericolosi contropiedi. È anzi l’Italia a provare qualcosa in più in avanti e a tentare di rendersi pericolosa prima con una punizione di Girelli, di poco a lato, e poi con una strepitosa azione di Barbara Bonansea, che parte dalla sua area di rigore e dopo una corsa di 80 metri e aver superato due avversarie, mette un invitante pallone al centro, preda dei difensori del Belgio. La partita si accende al 35’ con un bolide in diagonale di Wullaert, respinto con grande maestria da Laura Giuliani. Al 36’ un cross in area italiana viene controllato da Bonansea, che inspiegabilmente tenta un dribbling al limite dell’area su un’avversaria, facendosi rubare la sfera. L’esterno azzurro trattiene la Belga ed è rigore. Dal dischetto una fredda Cayman spiazza Giuliani. La reazione azzurra non si fa attendere e sei minuti più tardi l’Italia trova il pareggio. Giugliano conquista la sfera al limite della nostra area e lancia per Girelli, che difende palla. Si inserisce la Sabatino che vede e premia l’inserimento di Alia Guagni. L’esterno toscano mette il turbo e dopo una progressione poderosa, mette al centro un pallone che Rosucci scarica rabbiosamente in rete in scivolata. Il pareggio dà la carica alle nostre ragazze, che prima dell’intervallo hanno l’occasione di passare in vantaggio, ma Alia Guagni dopo un bello scambio con Galli in area, tira a lato da ottima posizione.

Nel secondo tempo è un’altra partita, cresce l’Italia e guadagna campo. Crescono soprattutto Rosucci e Giugliano che prendono per mano la squadra, abili a spezzare il gioco belga e a tessere interessanti trame di gioco. Nonostante tutto il Belgio non si dà per vinto e servono due belle parate di Giuliani su De Cayne e Cayman per evitare un nuovo svantaggio. Al 35’ il destino si materializza sui piedi della Girelli, che raccoglie l’invito della Bonansea dalla destra, controlla, si gira su se stessa e piazza il diagonale vincente alla sinistra dell’incolpevole Odeurs. Vantaggio Italia, lo stadio impazzisce. È un tripudio di bandierine tricolore!

Nel finale le Azzurre legittimano il vantaggio con il gran tiro di Giugliano dai 30 metri che si stampa sul palo e con Bartoli chiusa dal portiere belga, dopo un breve dai e vai con la compagna viola Mauro.

È stata una vittoria di gruppo, di un gruppo affiatato, coeso, di grandi amiche, “ragazze che hanno davvero un grande affetto fra di loro” dirà mister Bertolini nel post gara. Ma è stata anche una vittoria di grande intelligenza calcistica, di una squadra che ha saputo gestire il confronto, portandolo lentamente sul piano del gioco, del fraseggio e della tecnica, rinunciando al mero scontro fisico.

Paolo Di Padua