Gioca a Verona nel Valpo, lavora a Brescia e da settembre studierà in Svizzera. Se pensate che questi impegni siano troppi per una calciatrice, allora non conoscete Katia Coppola e la sua grande voglia di raggiungere i propri obiettivi.

Non ci sono dubbi sul futuro calcistico di una bambina che ama il pallone già all’età di 4 anni. Katia Coppola, nata a Como, classe 1993, è una delle protagoniste dell’attuale stagione del Fimauto Valpolicella. La società della presidentessa Flora Bonafini, affiliata al ChievoVerona, ha dato fiducia a Katia reduce da un paio di stagioni non proprio brillanti. Mister Zuccher gli ha trovato una precisa collocazione tattica nello scacchiere rossoblù (assieme a due giocatrici esperte come Valentina Boni e Silvia Fuselli) e Katia ha subito ripagato la fiducia dell’allenatore con ottime prestazioni.
L’attaccante comasca, si gode ora l’ottimo momento, sapendo bene che non è stato facile arrivare ad essere protagonisti. Due anni fa, a causa di diversi problemi, voleva smettere con il calcio, ma è riuscita a superare tutto, grazie all’aiuto delle persone a lei più care, come la sua famiglia.

Foto: instagram.com/coppolins

“Sono molto legata alla mia famiglia, per me sono un punto di riferimento.
Loro hanno sempre creduto in me fin da quando ho iniziato a tirare calci ad un pallone e ancora oggi sono i miei primi sostenitori”

Katia è una ragazza caparbia e tenacia che cerca sempre di raggiungere i suoi obiettivi, con il cuore, per superare anche gli ostacoli più difficili. “Il cuore oltre l’ostacolo” è una frase che più di tante altre la contraddistingue e quando le cose non vanno come sperato, lei si ripete queste parole dentro di sé, trovando sempre la forza per mettersi tutto alle spalle.
Nella sua vita non c’è solo il calcio, ma anche lo studio e gli impegni lavorativi. Katia lavora a Brescia come operatore socio sanitario in una casa di riposo e a settembre inizierà un nuovo percorso di studi, con indirizzo cure infermieristiche, in Svizzera.
Riuscire a conciliare l’attività calcistica e il lavoro con i nuovi impegni universitari non sarà una cosa semplice, ma quando una cosa la fai col cuore, riesci a superare mille difficoltà.

Foto: instagram.com/coppolins

“Ho conosciuto Arianna Montecucco in nazionale circa dieci anni fa e con lei ho un rapporto speciale, come se fossimo sorelle”

Nel 2011 si sono svolti in Italia, a Cervia, i campionati Europei Under 19. La nostra nazionale ha vissuto l’evento da protagonista raggiungendo le semifinali. Protagonista indiscussa è stata Katia Coppola.
Nella prima partita del torneo le azzurre hanno affrontato la Russia. Pronti via, al terzo minuto gol di Coppola. Ecco le parole di Katia a fine gara: “Sono felicissima. Eravamo tutte emozionate: l’inno nazionale, gli applausi, la gente. Poi è arrivato il mio gol che ha smorzato la tensione. Adesso ci attende un altro test difficile perché la Svizzera è l’ostacolo più importante da superare. Se riuscissimo a passare indenni da questa gara, il passaggio del turno è davvero ad un passo. Se firmerei per un pareggio? No, io punto sempre alla vittoria”.
Nella seconda gara del girone ecco la Svizzera e a decidere il match è ancora lei, Katia Coppola all’84esimo minuto con un destro preciso che si insacca alla destra del portiere.
A distanza di anni ecco come Katia ricorda quel momento: “Il gol più bello che ho segnato nella mia carriera è stato quello con la nazionale under 19 agli Europei nel 2011 contro la Svizzera, un goal che ci ha permesso di passare alla fase finale del torneo e di essere qualificate ai mondiali under 20 in Giappone”. In quel campionato europeo di categoria, Katia riuscì a segnare anche nella semifinale persa contro la fortissima Norvegia. Un gol che valse il momentaneo 2-2, ma poi le azzurre dovettero arrendersi ad Ada Hegerberg e compagne, che trovarono il gol del 2-3.

Giuseppe Berardi

Questo articolo è stato pubblicato sul 2° numero di L Football Magazine. Clicca sulla foto per scaricare copia della rivista