L Football ha intervistato il difensore dello Stade de Reims per parlare del calcio femminile in Francia, delle differenze con l’Italia, di nazionale e tanto altro ancora.

Nonostante la crescita del calcio femminile nel nostro paese, ci sono sempre più atlete italiane che accettano di andare all’estero per emergere, affermarsi e migliorare ulteriormente.

Una di queste è Giorgia Spinelli, classe 1994, che ha scelto di andare a giocare in Francia, nello Stade de Reims, società che milita nel secondo campionato nazionale femminile francese, la Division 2.

Giorgia è cresciuta nelle giovanili dell’Atalanta, per poi passare al Mozzanica, società con la quale ha esordito giovanissima in Serie A. Nel 2015 si trasferisce a Milano per giocare due stagione nell’Inter Milano. Nell’estate del 2017 la decisione di accettare l’offerta del club francese.  In nazionale ha vestito le maglie di tutte le selezioni giovanili (U17, U19 e U23) ed è stata convocata anche nella Maggiore sotto la guida del tecnico Cabrini.

Innanzitutto come va l’infortunio alla spalla e quando è previsto il tuo rientro in campo?

Bene, sto continuando la riabilitazione e ho già ripreso ad allenarmi con la squadra, il rientro in campo fortunatamente è sempre più vicino.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’offerta dello Stade de Reims?

Ho deciso di accettare l’offerta dello Stade de Reims perché fin da subito mi ha mostrato un progetto interessante e che mi permetteva di raggiungere un grande traguardo, fare della mia passione il mio lavoro diventando una giocatrice professionista.

Nel tuo primo anno con il club francese ti è stata subito affidata la fascia da capitano. Come è nata questa decisione? Inizialmente non ero io il capitano, ma con il passare del tempo la mia allenatrice viste le mie prestazioni e considerando il mio ruolo in campo ha voluto affidarmi questo incarico inaspettato; è una grande responsabilità per me visto che sono alla prima stagione nel campionato francese, sono contenta e orgogliosa di portare la fascia di capitano di questa squadra, fortunatamente non avendo problemi con la lingua riesco a comunicare in maniera efficace con tutti

Dopo 17 giornate di campionato siete seconde dietro al Metz e con la miglior difesa del campionato. Dopo aver pareggiato con la capolista avete inanellato sei vittorie consecutive. Il primo posto è alla vostra portata?

Fino a quando la matematica non ci condanna tutto è possibile, faremo di tutto per cercare di raggiungere il primo posto che significherebbe l’accesso in prima divisione.

Chi sono i migliori talenti della D2 Feminine?  

La D2 è un campionato di qualità, in ogni squadra ci sono giocatrici molto interessanti che militano anche nelle varie nazionali giovanili della Francia e non solo, non è facile dirti una giocatrice in particolare, anche perché quando gioco sono concentrata sulla mia squadra.

Tra Italia e Francia c’è davvero così tanta differenza nel calcio femminile? A te cosa ha colpito maggiormente appena arrivata a Reims?

Un aspetto che mi ha colpito maggiormente fin dalla prima volta sono le strutture, il centro che abbiamo a disposizione, condividiamo il tutto con la squadra maschile che milita nel campionato di seconda divisione e sono primi in classifica prossimi alla promozione nel massimo campionato. Un aspetto che incide tantissimo e che purtroppo in Italia sono solo poche le squadre che hanno la possibilità di farlo, vedi per esempio la Juventus. Avere delle strutture del genere ti aiuta moltissimo a crescere in tutti i sensi, abbiamo a disposizione anche uno staff completo in tutto e per tutto, a partire dalla nutrizionista fino ad arrivare all’ osteopata senza dimenticare i vari allenatori, preparatori, medici e fisioterapisti, come in un vero e proprio club professionista. Un’altra differenza rispetto all’Italia è sicuramente il fatto che il calcio femminile in Francia è molto più seguito a livello di media e pubblico rispetto a quello italiano, anche se si stanno facendo miglioramenti da questo punto di vista.

L’anno prossimo tutti i sabati e qualche domenica saranno trasmesse in diretta due partite della D1 francese su Canal Plus, oltre al fatto che l’intero campionato come in questa stagione verrà ripreso; ci sarà così la possibilità di vedere tutte le squadre in ogni giornata del campionato.

Dal punto di vista della preparazione atletica quali differenze riscontri?

Rispetto a quando giocavo in Italia, ci alleniamo tutti i giorni e qualche volta facciamo doppia seduta cosa che non tutte le squadre italiane possono permettersi perché la maggior parte delle giocatrici studiano o lavorano fino alla sera tardi. Abbiamo anche a disposizione una palestra per poter svolgere i nostri programmi individuali anche dopo un infortunio. 

Come è visto in Francia il nostro calcio?

Vedono che comunque si stanno facendo passi in avanti con l’affiancamento di squadre femminili a quelle maschili (Juventus, Fiorentina, Sassuolo per citarne alcune), siamo sulla buona strada, ma ci vorrà ancora un po’ di anni per raggiungere i livelli del campionato francese. La Juventus ha sicuramente impressionato tutti, avendo anche un nome riconosciuto a livello mondiale. Diciamo che anche qui si interessano al calcio femminile italiano, non perdono l’occasione di farmi delle domande e sicuramente con la nuova riforma dei campionati a partire dalla prossima stagione il livello si alzerà ancora di più.

I prossimi mondiali di calcio femminile si disputeranno proprio in Francia. L’Italia è in piena corsa per la qualificazione. In caso positivo, potresti fare gli onori di casa. Come valuti i prossimi impegni azzurri?

Il mondiale rimane un grande obiettivo da raggiungere, siamo in piena corsa per poterci qualificare, anche se non saranno partite facili abbiamo tanta voglia di raggiungere quel traguardo che manca da troppi tanti anni. Possiamo farcela benissimo, siamo un gruppo davvero unito, dobbiamo continuare a giocare come abbiamo fatto le ultime prestazioni.

Nonostante i tuoi impegni calcistici, riesci a seguire la Serie A? Ti aspettavi una Juventus così forte all’esordio nel massimo campionato?

Si, seguo comunque tutti i risultati perchè sono sempre in contatto con amiche che giocano in diverse squadre italiane, sinceramente quando ho visto la rosa che aveva allestito la Juventus mi aspettavo un buon campionato da parte loro, hanno giocatrici davvero forti che sono in grado di fare la differenza.

Rispetto al passato c’è più voglia e determinazione tra le ragazze nell’accettare offerte dall’estero. In base alla tua esperienza cosa ti senti di consigliare alle giovani calciatrici? Quali aspetti sono da considerare maggiormente prima di prendere la decisione di giocare fuori dall’Italia? 

Il fatto di dover lasciare tutto, il lavoro, la famiglia, gli amici di sempre è comunque una fattore da tenere in considerazione che per tante persone può essere determinante nella scelta, d’altra parte si dice che i treni passano una volta sola nella vita e Io personalmente ho preferito salirci sopra anche per non avere rimpianti in futuro, a 22 anni mi sentivo pronta per questa nuova avventura, prendendo anche dei rischi perché comunque si sa quello che si lascia ma non quello che si trova e ad oggi sono felicissima della scelta che ho fatto e non tornerei mai indietro, oltre a crescere a livello sportivo queste esperienze ti fanno crescere come persona, ti danno la possibilità di imparare nuove lingue, di conoscere nuove culture. Quello che mi sento di consigliare alle giovani calciatrici è di buttarsi, di tentare nuove avventure, nuove esperienze e di non avere paura, riflettete bene in base anche alle proposte che vi si pongono davanti, all’inizio come in tutte le cose ci possono essere difficoltà ma con il passare del tempo tutto si sistema e giorno dopo giorno sarete sempre più contente della vostra decisione. Siate padroni del vostro futuro e ricordatevi che nessuno ci regala niente e solo con il sacrificio e il duro lavoro si raggiungono grandi traguardi.

Intervista di
Giuseppe Berardi
giuseppe.berardi@lfootball.it