Il governo finlandese ha avviato una indagine nei confronti della National Football Association per capire se vi siano discriminazioni tra la squadra maschile e quella femminile dal punto di vista dei compensi.

Al momento le calciatrici ricevono premi e bonus inferiori se confrontati con i colleghi maschi e l’Equality Ombudsman, organo di governo preposto per il controllo delle leggi sulle discriminazioni, sta valutando se tutto ciò è illegale.

Jukka Maarianvaara, dell’Equality Ombudsman, ha dichiarato: “Se uomini e donne che hanno una posizione simile vengono premiati in modo diverso, allora c’è una presunzione di discriminazione sulla base del genere”, ha detto il difensore civico in una dichiarazione.

In Finlandia la discriminazione di genere è vietata e le organizzazioni sportive e le federazioni ricevono dei contributi per promuovere l’uguaglianza di genere.

“Facciamo lo stesso identico lavoro per per la Federazione, come gli uomini, ma riceviamo molto meno”, ha dichiarato a FIFPro Tinja-Riikka Korpela, capitano e portiere della nazionale femminile finalndese. “Spero che questa indagine possa cambiare le cose”.

Da sottolineare che i compensi in nazionale tra maschi e femmine sono già uguali in Finlandia mentre è diverso il sistema di bonus e premi che ricevono. Quelle della nazionale femminile è inferiore.

Un bonus che in molti casi fa la differenza. “I maschi quando lo ricevono non se ne accorgono nemmeno, – ha commentato ancora Korpela, – per noi invece, anche poche centinai di euro in più, sono importanti visto che molte calciatrici non hanno un lavoro o stanno ancora studiando”.

Stando ai risultati ottenuti sul campo, la nazionale femminile si è qualificata per tre volte alla fase Finale dei Campionati Europei nelle edizioni 2005, 2009 e 2013, mentre la squadra maschile non si è mai qualificata per un Europeo o un Mondiale.

Giuseppe Berardi