Romina Pinna, attaccante della Pink Bari, classe 1993, ha esordito giovanissima in Serie A nella Sassari Torres, società con la quale ha vinto uno Scudetto nel 2012/2013. Partita dalla Sardegna, ha intrapreso l’avventura internazionale per una stagione col West Ham, club inglese. Una parentesi al Luserna nella scorsa stagione, dove ha realizzato 11 reti in 22 gare, ha intervallato le due esperienze con la maglia della Pink Bari. L Football ha intervistato in esclusiva Romina per conoscere meglio una delle calciatrici più esperte del campionato di Serie A.


Da giovanissima hai esordito con la maglia della grande Sassari Torres, qual è il tuo ricordo più bello di quell’esperienza? 
Le stagioni trascorse nella Torres, nella mia terra e nella squadra più forte di quegli anni, sono state bellissime e mi hanno permesso di crescere tanto. Sicuramente i ricordi più belli sono stati lo Scudetto e il mio primo goal in Champions.

Ricordi un consiglio in particolare che ti ha dato una delle giocatrici più esperte di quella squadra? 
Avendo la fortuna di allenarmi giorno dopo giorno con grandi campionesse, sarebbe stato impossibile non apprendere niente da loro. Il consiglio che ricordo più volentieri e che per me è stato un onore riceverlo, mi è stato dato dal capitano Elisabetta Tona. Mi aveva fatto capire che potevo essere bravissima con il pallone tra i piedi, ma che senza la testa e senza il lavoro quotidiano non sarei mai potuta diventare una calciatrice di livello.


Nel 2015 ti trasferisci al West Ham, cosa ti ha spinto a tentare l’avventura inglese? 

Mi sono trasferita in Inghilterra  perché volevo dimostrare a me stessa di poter affrontare un campionato diverso e riuscire a fare bene anche lì. Volevo anche imparare meglio l’inglese e ho preso questa decisione anche per una questione di vita. Vivere all’estero ti cambia in meglio e ti apre la mente.

Dopo 10 gol nella scorsa annata, quali motivazioni ti hanno portato a scegliere il progetto della Pink Bari? 

Sicuramente la scelta di ritornare è stata facile perché c’ero già stata e mi ero trovata bene. Il progetto della Pink, anche se non è una realtà “grande” come la Juventus, è ambizioso, punta sui giovani ed è un contesto in cui una ragazza può crescere e dimostrare il suo valore.


Prima della sconfitta contro il Sassuolo, un solo risultato utile in 6 gare, poi 4 vittorie consecutive. Questione di maggior fiducia o è cambiato altro? 
L’inizio del campionato non è stato dei migliori e il calendario non ci ha facilitato avendo affrontato 4 squadre di vertice nelle prime 6 partite. Tuttavia  con il lavoro quotidiano e aumentato il feelling tra “vecchie” e nuove giocatrici, siamo riuscite a trovare i nostri punti forti . Le 4 vittorie consecutive sono arrivate grazie allo spirito di squadra, al coraggio, alla giusta cattiveria agonista e all’attenzione maniacale per i dettagli.


Hai molte compagne giovani in rosa. Chi pensi possa essere la rivelazione della stagione?
La squadra è composta da giocatrici molto giovani, alcune con esperienza in seria A altre che la stanno affrontando per la prima volta. Sono ragazze molto brave per la loro giovane età, ma già pronte per affrontare il campionato, si faranno valere tutte .  


Quale società credi sia favorita per la conquista dello Scudetto? 

Il campionato è molto equilibrato, ma Juve e Brescia hanno qualcosa in più rispetto al resto. Mi è difficile dire chi è favorita tra le due, sicuramente se la giocheranno fino allo scontro diretto che si svolgerà a Torino, quindi solo per questo motivo propendo per la Juve. 


Sono passate sei stagioni dal tuo esordio, in che modo è cambiato il calcio femminile italiano? 

Il calcio Italiano è molto cambiato rispetto a quando ho iniziato. Sicuramente l’attenzione a livello di pubblico e dei media è cresciuta e sto notando che in questi ultimi anni molte ragazzine si sono avvicinate al calcio femminile. Rispetto all’estero siamo ancora indietro, ma le cose stanno cambiando.


Qual è la giocatrice più forte che hai affrontato? 

La più forte che ho affrontato è stata sicuramente  Melania Gabbiadini, quando partiva in velocità era impossibile fermarla, anche per il fatto che usava destro e sinistro nello stesso modo.

A chi ti sei ispirata maggiormente come calciatrice? 
Proprio Gabbiadini è stata lei la giocatrice a cui mi sono ispirata di più. Ho imparato molto da Patrizia Panico, con cui ho avuto la fortuna di giocarci insieme alla Torres. Mi è stata di grande ispirazione. 

Qual è il campionato estero femminile che ti piace maggiormente? 

I campionato esteri che  mi attraggono maggiormente sono quello spagnolo e francese, sarebbe bello se in futuro potessi prenderne parte. Anche ritornare in Inghilterra non mi dispiacerebbe.

Intervista a cura di
Laura Brambilla