L’Europa del calcio femminile rischia di perdere una delle sue nazionali più forti e rappresentative, la Danimarca, finalista all’ultimo Europeo giocato in Olanda. L’Uefa ha deciso di colpire la federazione danese, la DBU, con mano ferma e pesante, dopo che la Danimarca non era scesa in campo per l’incontro contro la Svezia del 20 ottobre, valido per la qualificazione ai mondiali di Francia 2019. 


Partita persa a tavolino per 3-0; circa 20.000 euro di multa; e ancor più pesante la squalifica dalle competizioni europee per 4 anni. Queste sono le sanzioni adottate nei confronti della Danimarca. La pena squalifica è momentaneamente sospesa, ma diventerà immediatamente attiva, nel momento in cui la nazionale danese dovesse mancare anche un solo altro incontro. 

Le calciatrici danesi non erano scese in campo contro la Svezia, a causa di uno sciopero indetto per ottenere migliori condizioni di lavoro, maggiori diritti e compensi più equi per giocare in nazionale. È costata cara alla DBU, l’ostinazione con cui ha rifiutato ogni trattativa con l’associazione delle calciatrici, accusandole al contempo di essere in cerca di maggiori e facili guadagni. Lo sciopero è poi rientrato nelle settimane successive, grazie alle concessioni elargite dalla Federazione e soprattutto alla promessa di aprire entro breve termine una nuova trattativa per rinegoziare le condizioni contrattuali. 

Queste sanzioni di certo non contribuiranno a rafforzare il fragile equilibrio dei rapporti burrascosi che intercorrono fra la DBU e le calciatrici della nazionale.

Paolo di Padua