Il calcio femminile olandese sta attraversando un buon momento di crescita. Gli investimenti della federazione sono stati premiati da notevoli miglioramenti di tutto il movimento nazionale. A beneficiare di tutto questo è stata soprattutto la nazionale oranje. L’olanda è riuscita a sfruttare al meglio l’organizzazione estiva del campionato Europeo, per mostrare i grandi passi avanti fatti dal punto di vista tecnico e organizzativo. La nazionale delle Leonesse è stata la squadra che ha espresso il miglior gioco, finalizzato in avanti dal trio delle meraviglie Miedema, van de Senden, Martens, che si è anche aggiudicata il premio Fifa di calciatrice dell’anno. 

L’Europeo olandese ha registrato il record di spettatori per una partita di calcio femminile, battuto nella partita inaugurale e in semifinale. Grazie a questi record la media spettatori degli incontri dell’Olanda è raddoppiata, passando dai circa 3000 registrati nel 2014 agli attuali 6000. Non sono state solo le vittorie a far schizzare in alto i numeri delle presenze allo stadio, ma dietro a questo vertiginoso aumento c’è una strategia ben precisa, che prende le mosse da una concezione dello sport inteso come spettacolo e intrattenimento, molto vicina a quanto avviene negli Stati Uniti. Prima di ogni partita della nazionale si può infatti ammirare un lungo fiume arancione che colora di gioia e risate le strade della città. Un lungo corteo colorato e festante di persone, che indossano rigorosamente la maglia della propria nazionale.
La folla è accompagnata da un dj, che ha il compito di intrattenere e far ballare le persone al ritmo di una canzone dance “van Links, naar Rechts”, da sinistra verso destra. Un vero e proprio rituale, molto coinvolgente, che vede la divertita partecipazione dei tifosi arancioni. Anche nella recente partita contro la Norvegia, valida per la qualificazione ai mondiali di Francia del 2019, è stato riproposto lo stesso programma. In aggiunta, al termine dell’incontro, le calciatrici olandesi sono rimaste sul terreno di gioco lanciando palloni agli spettatori, firmando autografi e facendosi fotografare con i propri fan, agevolate in questo anche dall’assenza di barriere negli stadi olandesi. È sicuramente un modo particolare di vedere il calcio: un’apertura verso il proprio pubblico, che non è solo uno spettatore passivo, ma diventa attore e parte integrante dello spettacolo. 

La canzone di intrattenimento non è nuova nel mondo del calcio, ma in genere nasce da movimenti spontanei dei tifosi: nei paesi di lingua tedesca ad esempio c’è un’usanza che prevede che il pubblico possa chiedere a un calciatore di cantare. Questi è allora “obbligato” a intonare le note di una canzone carnevalesca-popolare “Humba Humba tätärä” e, sempre nell’Europeo femminile di Olanda, abbiamo potuto ammirare la nazionale austriaca esibirsi in questo particolare spettacolo. Per rimanere fermi in casa nostra un qualcosa di simile si è avuto nel 2006 nei mondiali in Germania, quando furono però i tifosi ad adottare il coro “po-po-po-po-po-po-po” sulle note di Seven Nation Army dei White Stripes, per la cavalcata degli Azzurri verso il titolo mondiale. 

 In generale nel nostro paese le società sportive mostrano scarsa attenzione ai bisogni dei tifosi, considerati spesso esclusivamente come risorsa economica, dalla quale attingere il maggior guadagno possibile. Di solito, le società nostrane mostrano atteggiamenti autoreferenziali e si ricordano dei tifosi solo nei momenti di bisogno o di crisi. Fortunatamente negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando e anche nel calcio femminile stiamo assistendo ad alcuni esempi virtuosi per avvicinarsi al pubblico. Il Ravenna Woman ha adottato quest’anno una nuova mascotte, la tigre Juara, che durante le partite ha il compito di intrattenere il pubblico, soprattutto quello più giovane, con balli e coreografie. L’UPC Tavagnacco ha affidato ad un blog i pensieri delle proprie calciatrici, per permettere ai propri tifosi e a tutti gli appassionati, di immedesimarsi nelle emozioni delle atlete: le vittorie, i sacrifici, le sconfitte, le gioie e i dolori, gli infortuni e il senso di appartenenza. Un modo per rompere le barriere che dividono i tifosi dalla vita della squadra. Piccoli passi, piccole iniziative, che hanno tutte lo scopo di avvicinare maggiormente i tifosi alla squadra e di farsi conoscere ad un maggior numero di persone. 

Paolo Di Padua