Al “Massimo Soprani” di San Zaccaria Ravenna Woman e Agsm Verona hanno dato vita a un incontro esaltante, carico di emozioni. Destini simili per le due compagini nella giornata inaugurale, entrambe si sono viste raggiungere nel finale dalle rispettive avversarie: le campionesse della Fiorentina per le scaligere; le neopromosse dell’Empoli per le romagnole. Nel giorno dell’esordio della nuova mascotte Juara, il Ravenna si presenta con una formazione largamente rimaneggiata, dovuta agli infortuni di Tucceri Cimini e Principi e alle non perfette condizioni di Raffaella Manieri.


In avvio parte subito forte il Verona che prova ad approfittare di alcune incertezze della retroguardia romagnola: Kongouli pressa alto, la palla arriva a Thorvaldsdottir che spara a botta sicura centrando però un difensore avversario: palla in angolo. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina Fishley, libera da marcature, colpisce di testa di poco a lato. Prende coraggio il Ravenna che al 17’ impegna seriamente il portiere Lemey alla deviazione in angolo su tiro di Pittaccio. Il Verona non resta a guardare e su un lungo lancio di Lipman, l’islandese Thorvaldsdottir è lasciata colpevolmente libera di staccare di testa a centro area. Per fortuna della squadra di casa il colpo di testa termina fuori, non di molto. Al 32’ dopo uno scambio veloce con Carrozzi, entra in area sulla sinistra e in diagonale non lascia scampo al portiere gialloblu. Vantaggio per il Ravenna, che cinque minuti dopo ha una grande occasione per raddoppiare, ma Lemey è molto abile in uscita a sradicare il pallone dai piedi di Pittaccio. È l’ultima occasione di un primo tempo tutto sommato equilibrato, che lascia alle padrone di casa l’amaro in bocca per non aver sfruttato l’occasione di chiudere la gara. 

La gara si accende nel primo quarto d’ora del secondo tempo. Partenza fulminea del Verona che trova subito il pareggio al terzo minuto con Fishley, pronta a depositare in rete da pochi passi il pallone servito dalla greca Kongouli, dopo una caparbia azione personale. Passano appena 4 minuti e le ospiti ribaltano il punteggio: bello il morbido tocco sotto con cui il capitano Soffia lancia la neoentrata Nichele, che entra in area e beffa una colpevole Guidi sul palo più vicino. Soffia protagonista, questa volta in negativo, nel rigore che porta al pareggio Il Ravenna. Pittaccio entra in area e viene affrontata da dietro dal capitano scaligero: l’intervento sembra essere sul pallone, ma c’è un braccio sospetto a circondare l’attaccante avversario. L’arbitro concede, un po’ generosamente, il rigore e Lemey è bravissima a respingere il tiro di Pittaccio dagli undici metri, ma non può nulla sul tocco ravvicinato di Baldini. Le squadre si affrontano a viso aperto, ma né Errico e Cimatti per le padrone di casa, né Kongouli per il Verona riescono a sfruttare le occasioni. Si giunge così al 37’ quando Lipman fa gran sfoggio di potenza fisica ed eleganza con una bella azione personale, trovando centralmente il corridoio vincente per Thorvaldsdottir, che entrata in area, mostra la fredezza necessaria per mettere la palla nell’angolino alla sinistra di Guidi. Verona ancora avanti e il vantaggio resiste anche all’ultimo assalto delle romagnole, che in pieno recupero ci provano con un colpo di testa di Casadio, terminato poco oltre l’incrocio dei pali. L’arbitro decreta la fine della contesa dopo tre minuti di recupero. 

Il Verona porta a casa tre punti preziosissimi, ma la sua prestazione non ha soddisfatto a pieno il tecnico Longega, molto critico con le sue calciatrici, soprattutto per il primo tempo giocato molto al di sotto delle proprie possibilità. Per il Ravenna un esordio casalingo dolceamaro. La buona prestazione complessiva offerta dalla squadra, è stata rovinata da alcune amnesie difensive e dal risultato negativo. Restano i rimpianti per non aver sfruttato le occasioni per raddoppiare nel finale del primo tempo, che sicuramente avrebbero dato un andamento diverso alla seconda frazione di gara.

Foto di Federico Lenzi per AGSM Verona

Paolo Di Padua