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Al Teofilo Patini di Castel di Sangro, l’Italia supera per 3-0 la Romania e centra il terzo successo in altrettante gare del girone di qualificazione ai mondiali di Francia 2019. Con questo successo la nostra nazionale si porta al comando della classifica del girone con 9 punti. Purtroppo, la vigilia della gara è stata funestata dalla triste notizia del lutto che ha colpito il commissario tecnico azzurro Milena Bartolini. Tutta la redazione di L Football esprime la sua vicinanza e le sue più sincere condoglianze al tecnico azzurro per la perdita del padre. In panchina al posto del CT azzurro va mister Sorbi. I pochi valorosi che hanno sfidato il fortissimo vento della cittadina abruzzese, hanno visto premiato il loro coraggio con una partita soporifera, a tratti molto confusa. 

Il rotondo risultato potrebbe trarre in inganno, ma la prestazione delle azzurre non è stata di certo esaltante. Il 4-4-2 delle Azzurre, schierato da mister Sorbi, offre un bruttissimo primo tempo e una ripresa leggermente migliore dal punto di vista del gioco. La partenza delle azzurre era stata però molto incoraggiante. Dopo pochi minuti Girelli pesca benissimo in area Bonansea, che però ritarda troppo la conclusione e a tu per tu col portiere avversario, riesce a colpire il piede dell’estremo difensore. Da lì in poi tanta noia, tanta imprecisione e tanta confusione. La nostra nazionale si dimentica di poter vantare un maggior tasso tecnico e tattico, accettando le provocazioni avversarie, che prediligono incanalare l’incontro sul piano agonistico e fisico. Le Azzurre sono anche sfortunate, quando perdono per infortunio Iannella poco dopo che sono trascorsi 10 minuti di gara, e il capitano Sara Gama verso il 40’. Sul finire del primo tempo la gara si accende. Prima è la Romania, che sugli sviluppi di un calcio di punizione colpisce una traversa su un tiro in caduta della numero 9 Rus. Un po’ incerta la nostra Giuliani nell’occasione. Allo scadere dei minuti di recupero è l’Italia a sfiorare il vantaggio con una girata di Girelli, su assist della Bonansea, deviata in angolo. L’inizio del secondo tempo dà l’illusione di una gara più vivace, le Azzurre premono sull’acceleratore e al 50’ vanno in vantaggio con Girelli, abile a sfruttare una clamorosa topica del portiere rumeno su cross dalla destra di Bergamaschi. 

Il vantaggio spegne l’ardore delle nostre calciatrici. La Romania prova a venire in avanti, ma non riesce a creare pericoli alla retroguardia azzurra, mentre però cala di ritmo e di intensità. L’Italia controlla e finalmente cerca di sfruttare il proprio vantaggio sul piano tecnico, cercando il fraseggio palla a terra, cosa avvenuta assai di rado nel primo tempo. Tra il 76’ e il 78’ due lampi azzurri illuminano la gara e consegnano la vittoria alle nostre atlete. Al 76’ Bartoli, dopo una caparbia azione sulla destra, si accentra e pesca il corridoio giusto per il taglio in area della Girelli, che di prima intenzione insacca sul primo palo. Al 78’ una nuova indecisione della difesa rumena su un cross della Bergamaschi, sempre dalla destra, trova Barbara Bonansea a centro area: l’esterno cicca il primo intervento, ma si ritrova ancora la palla fra i piedi e non deve far altro che scaraventare la sfera alle spalle del portiere avversario per la terza volta. Il resto dell’incontro scorre via senza particolari sussulti, con le azzurre che sciupano un paio di occasioni in contropiede, senza nemmeno arrivare alla conclusione e colpiscono un palo sugli sviluppi di un calcio di punizione con Sabatino, che però era in fuorigioco. 

Vittoria doveva essere e vittoria è stata, a cospetto di un avversario ostico, che non ha regalato nulla e che ha cercato di fare la propria gara con i pochi mezzi a disposizione. Una volta calato il ritmo delle rumene, l’Italia ha giocato decisamente meglio, in modo più ragionato e ordinato. È vero che la partita è stata fortemente condizionata dal vento molto intenso, ma la nostra nazionale per lunghi tratti dell’incontro, soprattutto nella prima frazione di gara, ha giocato in maniera caotica e disordinata. Il risultato finale è frutto più che di una vera e propria superiorità tecnica, della grande voglia con cui le nostre giocatrici hanno cercato la vittoria.

Paolo Di Padua