La scorsa settimana è stata celebrata a Madrid la prima edizione della “Women’s Football Summit”, un evento globale a cui hanno partecipato professionisti ed esperti dell’industria del calcio femminile. Tra di essi, era presente Sarai Bareman, responsabile del calcio femminile nella FIFA, che ha parlato del presente e del futuro di questo sport nel mondo. 


Bareman è a capo della divisione da meno di un anno, però ha ben chiaro il target da raggiungere: 60 milioni di praticanti nel 2026. “Credo che sia giunto il momento di uscire dal guscio, non possiamo stare fermi nell’angolo sperando nel riconoscimento. Il tempo di lottare è terminato, ora è naturale collaborare con altre entità e dobbiamo sfruttarlo.” ha sottolineato Bareman, che ha portato come esempio la collaborazione del calcio femminile con la Liga spagnola, fondamentale per la crescita della Liga Iberdrola “La Spagna sta iniziando ora ad importare giocatrici, non solo ad esportarle come faceva prima.”

Nel corso del Summit i presenti hanno discusso sulla crescita e la consolidazione a livello internazionale di questo movimento. Temi come la vendita dei diritti televisivi e il sostegno verso i grandi club per consolidare le selezioni femminili hanno occupato gran parte del dibattito.

Sono stati resi noti alcuni dati riguardo lo stato del calcio femminile del mondo e in Europa. 26 milioni di ragazze giocano regolarmente in 180 paesi, numero quintuplicato in trentanni, 7 mila arbitrano e 21 mila allenano. 53 hanno una selezione femminile e 51 organizzano una lega nazionale. 

Laura Brambilla