Il calcio argentino ha regalato al mondo grandi campioni, come Alfredo Di Stefano, Diego Armando Maradona, Lionel Messi, solo per citare tre dei più grandi calciatori della storia mondiale di questo sport. Senza alcun dubbio, si può affermare che il “giuoco del pallone” è lo sport più diffuso nel paese sudamericano. Lo stesso purtroppo non si può dire del calcio femminile. È assai poco usuale vedere delle donne giocare a calcio, e lo sviluppo del movimento è contrastato dai soliti e antichi pregiudizi sessisti: le ragazze non possono giocare a calcio, che resta uno sport solo per maschi. 

Le cose stavano lentamente cambiando nel paese, ma una nuova e triste vicenda viene portata alla luce dalle ragazze della selezione nazionale. Le atlete dell’Albiceleste erano state costrette a interrompere tutte le loro attività per due anni, a causa dei problemi finanziari in cui versava l’AFA, la federazione calcistica argentina. L’elezione di un nuovo management aveva portato nuove speranze e nuove promesse per il movimento femminile argentino: speranze disilluse e promesse disattese. 

Eppure le calciatrici della nazionale avevano ripreso la loro attività, battendo per 3-0 la selezione uruguaiana a Montevideo in un’amichevole di prestigio internazionale. Proprio dopo questa partita, le ragazze hanno deciso di denunciare con una lettera la situazione che sono costrette a subire. Con tante loro colleghe nel mondo, condividono lo status di giocatrici amatoriali, sono quindi costrette a lavorare per potersi mantere. Ciò che desta scandalo è il rimborso che ricevono per il loro impegno quando difendono i colori dell’Albicelete: 150 pesos, circa 7,26 euro, per sessione di allenamento; cifra altamente inadeguata a coprire anche solo i costi di spostamento per raggiungere il centro federale nel distretto di Ezeiza. 

A peggiorare la situazione c’è il fatto che dopo i due anni di inattività, per tutta la sessione di allenamento del mese di agosto, in preparazione dell’amichevole con l’Uruguay, non è stato corrisposto alcun rimborso a nessuna calciatrice. Inoltre le atlete dell’Argentina denunciano l’assoluta inadeguatezza dei campi di allenamento del centro federale, e chiedono almeno un campo in erba sul quale potersi preparare. Ciò che ha generato il maggior scandalo a livello emotivo è, tuttavia, ciò che è avvenuto prima dell’amichevole con l’Uruguay. Le calciatrici sono state costrette a dormire sul pullman per tutta la durata del viaggio! 

Nonostante tutte queste avversità, le giocatrici si dimostrano disponibili e aperte al confronto per poter raggiungere una soluzione condivisa, nel più breve tempo possibile. Dopo lo sciopero delle calciatrici della Danimarca, che chiedevano condizioni di lavoro migliori e una maggior considerazione, ecco che dall’ altra parte del mondo arrivano notizie ancora peggiori per tutto il calcio femminile.

Paolo di Padua