Non è sempre detto che le vittorie più belle sono quelle raggiunte da chi parte sfavorito. Le favole, come quella del Leicester nel calcio maschile dello scorso anno, hanno emozionato molti appassionati, ma solo chi ha giocato e sudato inseguendo un pallone, sa le difficoltà che ci sono nel partire favoriti. L’obbligo di dover vincere ogni partita può portare al fallimento, se non si è in grado di sopportare la pressione. Per non cadere dalla vetta è necessario lavorare ogni giorno, senza credere di aver raggiunto l’obiettivo prima di averne la certezza matematica. 


La Fiorentina ha incarnato perfettamente questo spirito nella stagione appena conclusa Alcuni appassionati potrebbero minimizzare il risultato ottenuto, portando come tesi per sostenere il proprio pensiero la differenza con il resto della lega. E’ vero, il divario tecnico ed economico con il resto della Serie A, con qualche eccezione, è stato netto e marcato per tutta la stagione. 88 gol fatti e 7 subiti, differenza reti in positivo di 81 gol, otto punti di vantaggio sulla seconda. Ventun vittorie su ventidue partite non si ottengono senza lavoro quotidiano, mentalità e costanza. Nel corso del campionato, la coppia Fattori-Cincotta ha motivato al meglio la squadra, sia nei momenti di massimo vantaggio che nel periodo decisivo della stagione dopo la sconfitta di Mozzanica, con il Brescia distante solo tre punti. Un mese esatto fa, le Viola sono diventate ufficialmente Campionesse d’Italia sul prato dello Stadio Franchi. Risultato storico, ottenuto nel luogo che rappresenta al meglio la connessione tra calcio maschile e calcio femminile.


Il percorso della Fiorentina non rappresenterà il modello classico di favola calcistica, con i così detti underdogs a trionfare come nei film della Disney. E’ stata la storia del lavoro quotidiano, di chi parte favorito e deve confermare le aspettative. Un pezzo di favola è stato vissuto dalle ragazze in Viola nel corso di questo mese, incominciato, come detto, allo stadio Franchi il 6 Maggio. Sempre al Franchi le giocatrici e lo staff sono stati omaggiati dalla selezione maschile e dai suoi tifosi, in occasione dell’ultima giornata di campionato di Serie A. Come nelle storie, la conclusione avviene in un luogo magico, in questo caso nel Salone dei 500 a Palazzo Vecchio. In uno dei monumenti più rappresentativi di Firenze, Capitan Orlandi ha alzato la coppa dello Scudetto, portata poi in trionfo tra le vie della città rinascimentale. 

Conclusione da favola per una stagione di duro lavoro e costanza, storica, culminata con la giornata vissuta dalle Campionesse d’Italia, come scritto sul suo profilo Facebook dall’allenatore Antonio Cincotta: “Palazzo Vecchio, sala dei “500”. Il mio compleanno n°32 lo ricorderò per tutta la vita, abbiamo alzato la coppa tra Leonardo, Michelangelo, Vasari ed una storia da far tremare i polsi. Grazie Fiorentina, grazie Firenze…”.