Prima del 2014, il Manchester City Ladies non aveva mai alzato uno dei maggiori titoli nazionali. Questa stagione il club del City Football Group è in corsa per vincere tutte le competizioni in terra inglese. 
Nel caso in cui dovesse raggiungere i quattro trofei, sarebbe la prima squadra inglese della storia a realizzarlo. La prima parte di stagione è stata caratterizzata dalla vittoria della Continental Cup e del primo campionato inglese della loro storia. La seconda parte di annata vede il Manchester City impegnato in due competizione, la FA Women’s Cup e la WLS 1 Spring Series, campionato “di transizione” in previsione degli Europei. 


Sabato 13 si è tenuta la finale della FA Women’s Cup. Lo scenario del match è stato lo storico stadio londinese, Wembley, gremito da più di 35 mila persone. L’avversario del Manchester City Ladies è il Birmingham, già battuto dalle mancuniane nella finale della Continental Cup. Il risultato finale è stato di 4-1 a favore della squadra di Manchester, grazie alle reti di Bronze (18’), Christiansen (25’), Lloyd (32’) e Scott (80’). Gol della bandiera per il Birmingham al 73’ con Wellings. 




Da sempre sede delle finali maschili, Wembley ha aperto le porte al calcio femminile come avvenuto nelle Olimpiadi del 2012. “L’obiettivo di questa squadra è di vincere più titoli possibili. Essere il capitano di questo club è incredibile, e vincere la FA Cap a Wembley è un sogno che si realizza” ha dichiarato al termine del match Steph Houghton. Seconda medaglia per Carli Lloyd nello stadio londinese, dopo quella d’oro delle Olimpiadi del 2012. La stella americana ha intrapreso da qualche mese l’avventura europea, contribuendo allo sviluppo della mentalità vincente del Manchester City. “Questo è quello che so fare. Nelle partite importanti alzo il mio livello ad uno step superiore per poter vincere più titoli possibili. Riesco a farlo grazie alla mia mentalità e tranquillità, senza distrazioni. Tuttavia il contributo che ho dato a questa squadra è stata solo una piccola parte della nostra forza.”



Laura Brambilla