“Non voglio un lavoro perché sono una donna, lo voglio perché sono la persona più adatta per quel posto” 


E’ l’affermazione di Laura Harvey, inglese, unica allenatrice donna nella National Women’s Soccer League, il massimo campionato di calcio femminile americano.

A 36 anni, Harvey siede sulla panchina dei Seattle Reign da cinque stagioni, dopo una vittoriosa esperienza all’Arsenal Ladies, con cui ha vinto tre campionati inglesi consecutivi, una FA Cup e due coppe continentali.

“Sinceramente non penso al fatto di essere l’unica allenatrice donna della Lega fin quando non me lo si fa notare” ha dichiarato Harvey alla BBC World “Probabilmente è dovuto al fatto di essere cresciuta in un mondo dominato dagli uomini. Mi sento molto orgogliosa di essere una donna allenatrice, ma non credo di essere una figura modello. Mi rendo conto che molta gente possa ritenermi un punto di riferimento e questo aggiunge una responsabilità che devo sostenere.” 

L’allenatrice inglese sostiene che ci siano molte ragioni riguardo la scarsità di allenatrici nella lega. “Credo che la ragione principale sia che le donne tendono a proporsi per lavori “sicuri”, in cui sanno di essere la persona adeguata, D’altra parte gli uomini si prendono più rischi, anche solo per vedere come va. Molte allenatrici non vogliono mettersi in gioco per paura di essere criticate, rimanendo in una “confort zone”: questa è la barriera che noi donne dobbiamo riuscite a superare.” 

A 22 anni Harvey ha dovuto lasciare il calcio giocato dopo aver rotto il legamento crociato anteriore con la maglia del Birmingham City Ladies. Subito dopo l’operazione, ha iniziato ad allenare nel club. Il passaggio oltreoceano fu inizialmente difficile, con nove sconfitte nelle prime dieci partite. Nonostante le difficoltà iniziali, nelle prime quattro stagioni negli States Harvey ha condotto il club di Seattle a due Finali nazionali, uscendo sconfitta in entrambi i casi. Gli ottimi risultati ottenuti le hanno garantito per due anni consecutivi il titolo di Miglior Allenatrice della WNSL e il rinnovo del contratto fino al 2020. 

“Dubito che nel corso della mia vita vedrò una donna su una panchina della Premier League. I club non si prenderebbero mai il rischio di assumere un’allenatrice, anche per la forte pressione dei media che dovrebbe sostenere. Se dovesse succedere, non sarebbe mai in Premier League, ma in Conference o League Two. E’ molto più probabile che avvenga negli Stati Uniti, dove la mentalità è più aperta e il livello, tecnico e mediatico, del calcio femminile e maschile è molto simile.”

Laura Brambilla 
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