Immaginiamo che in Italia esistesse una legge che dica: “E’ fatto divieto ad ogni giovane, fino ai 25 anni, uscire di casa”. Barricate per le strade, tafferugli, proteste di piazza e, come sarebbe anche giusto e doveroso, la guerra civile. Una regola del genere, liberticida e medievale, esiste davvero, e riguarda il calcio non professionistico. Con le dovute proporzioni. 

A riproporre in questi giorni il grave problema (colpevolmente accantonato anche dall’Aic) la toccante lettera di Livia Sabbatino, giocatrice del Pontecagnano Calcio Femminile (Serie C della Campania) da circa due anni. Un inizio positivo, poi il “dramma”. Lei vuole cambiare squadra, ma non può. Ha firmato un contratto senza l’articolo 108, che prevede lo svincolo a fine stagione. Di conseguenza, diventa “proprietà” del Pontecagnano fino al compimento dei 25 anni, che compirà soltanto a maggio del 2016. Non ci sono possibilità di svincolarsi in alcun modo prima di quella data. 

“Da qui inizia la fine del mio sogno, costretta ad essere una “fuori rosa” e non poter nemmeno cambiare squadra per il solo piacere di qualcuno, quel qualcuno che ha il potere di farlo anche grazie alle leggi attuali”.Questo un estratto della sua lettera, che anche la LND ha pubblicato interamente. Non è la sola, Livia. Maschi o femmine cambia poco, con la differenza che se un ragazzo alza la voce, trova un impatto mediatico più forte di una ragazza. 

Un’altra ragazza (che però ha chiesto l’anonimato) ha detto a chi scrive: “La mia unica colpa fu quella di chiedere lo svincolo per andare a giocare in Serie A l’anno dopo con un’altra squadra. Giocavo titolare in A2, divenni immediatamente elemento indesiderato. All’altra squadra, il “mio” presidente, chiese 20.000 euro per cedere il cartellino, una cifra che non sta né in cielo né in terra, naturalmente. Era solo un deterrente per chiudere ogni possibilità di trattativa. Ed io, che avevo 21 anni, fui messa dalla sera alla mattina fuori rosa, potevo solo allenarmi ma con la consapevolezza che per me la domenica c’era sempre e solo la tribuna. Mi sono rivolta a chiunque, e nessuno mi ha saputo aiutare. Ho passato 4 anni di inferno, poi finalmente mi sono potuta svincolare. Ma ovviamente, ho una carriera bruciata. Oggi, a 28 anni, ho riconquistato la A2. Coltivo ancora quel sogno chiamato Serie A, che avrei potuto raggiungere a 21 anni e invece niente. E come me tante altre che, amareggiate, smettono di giocare”. 

Potremmo citare centinaia di altri esempi, ma finiremmo per sentire sempre le stesse storie. E allora, che fare? Basta poco, oggettivamente: in primis, esiste una legge (la numero 91, varata nel 1981) che cancellò questa regola per i “professionisti” e la lasciò solo per i “dilettanti”. La sentenza Bosman (15 dicembre 1995, il giorno in cui il calcio è cambiato per sempre) cancellò anche l’ultimo rimasuglio: l’obbligo di un pagamento per i giocatori che cambiavano squadra a contratto scaduto. Sempre e solo per i professionisti. I dilettanti, e le calciatrici, hanno ancora entrambi i macigni sul groppone. 

L’Europa ha messo sullo stesso piano professionisti e dilettanti. In Italia, come sempre, andiamo sempre in controtendenza. Salvo poi lamentarci che il calcio dilettantistico, e quello femminile, non riescono a svilupparsi. 

L’A.I.C., oltre a far “politica”, dovrebbe occuparsi con urgenza di questo problema… 

PC
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4 Comments

SVINCOLO DELLE CALCIATRICI: SOLO IN ITALIA PRIGIONIERE FINO AI 25 ANNI! LE TESTIMONIANZE DIRETTE DI CHI “DEVE” SMETTERE

  1. L'articolo mi sembra ineccepibile, lo status da professionista per chi come le squadre di serie A femminile ha impegni intensi e pienamente paragonabili a quello maschile dovrebbe essere un diritto. Ma ho un paio di dubbi che magari qualcuno mi potrebbe chiarire: Non c'è il rischio che col tempo, quella che Sara Gama ha definito , entrando nel 'professionismo' rischi di infangarsi esattamente come quello maschile? 2) L'articolo dice: , è così veramente o l'essere inascoltati dipende da altri fattori, da ben altro tipo d' interessi? Perchè (magari sbaglio) il fattore sessuale mi sembra un po una forzatura… -D-

  2. Ringrazio tutti per l'appoggio e spero vivamente che questo articolo sia da sprono per tutte le ragazze che sono nella mia stessa situazione. Non mollate mai e fate sentire la vostra voce. Un abbraccio

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