“Oh capitano mio capitano…”.  In questi anni di carriera di lei si è già detto e scritto tutto. Curriculum e palmares non lasciano spazio ai commenti: Patrizia Panico oltre ad essere il capitano della Nazionale è il simbolo del calcio femminile italiano. In esclusiva per LFootball, la punta romana (tifosissima della Lazio) ha fatto il punto della situazione alla vigilia di euro 2013, e dei  quarti di finale di Champions League.
 

Come giudichi le prestazioni dell’Italia alla Cyprus Cup 2013?

Si sono fatte delle belle cose alternate a grandissime stupidaggini, soffriamo troppo la fisicità delle altre nazionali e questo, purtroppo incide sulla prestazione globale.
 

Mancano circa 3 mesi all’inizio di Euro2013 pensi che l’Italia possa essere tra le protagoniste? È stato fatto tutto il possibile per te in questi anni per prepararsi al meglio?

Si poteva e doveva fare molto di più, tra partite amichevoli e investimenti, ma in campo alla fine si è sempre 11 contro 11 e noi spesso siamo riuscite ad annullare le differenze che ci sono tra noi è le altre nazioni, dove si investe di più sul calcio femminile.
 

Il calcio femminile nelle altre nazioni è in prepotente ascesa e l’impressione invece è che noi rimaniamo sempre fermi. Da calciatrice simbolo di questo calcio, cosa pensi si possa fare per cercare di colmare il divario che si è creato con le altre nazioni? 

Come dicevo prima c’è bisogno di investimenti e progettualità. Comincerei col ridurre il numero di squadre in serie A facendola diventare una specie di campionato di élite, alzerei il numero delle straniere, già in questo modo si alzerebbe il livello che di conseguenza diventerebbe un prodotto più vendibile e credibile.Dopodiché OBBLIGHEREI le squadre professionistiche maschili ad avere almeno 2 squadre giovanili femminili, potendo, in questo modo, contare su strutture e tecnici qualificati e affidabili.


Sia la FIFA che la Uefa stanno mettendo in forte risalto il calcio femminile. Platini ha dichiarato: “Il calcio femminile sarà la grande scoperta dei prossimi anni”. Perché la FIGC non riesce a dare la giusta luce e il giusto spazio alle donne? 

Perché purtroppo in Italia tutte le donne faticano oltremisura ad affermarsi, in qualsiasi settore. In Italia per essere considerate e per emergere noi donne dobbiamo fare cose straordinarie. c’è ancora una mentalità maschilista e nel calcio specialmente nei ruoli che contano ci sono solo uomini che fanno gli interessi di altri uomini. La donna è purtroppo ancora vista solo ed esclusivamente come oggetto di desiderio maschile, per essere apprezzata ti devi il più possibile avvicinare a quei canoni di femminilità che gli uomini hanno stabilito.
 

Non c’è solo la Nazionale nella vita di Patrizia calciatrice, c’è anche la Torres, che anche quest’anno lotta per vincere lo scudetto. In questo momento in classifica siete vicine al Tavagnacco. Vi preoccupa o è un ulteriore stimolo per voi?

Non c’è preoccupazione, molto rispetto ma non preoccupazione, noi pensiamo partita per partita cercando di fare il massimo che ci è possibile in quel momento, se poi qualche altra squadra farà meglio di noi, allora gli faremo i complimenti, nello sport bisogna sapere anche perdere ed accettare che l’avversario sia più forte. Non credo sia per quest’anno però.
 
Cosa ha secondo te la Torres più delle altre squadre?

 
L’umiltà e la cattiveria. Quando noi giochiamo con questi presupposti che sono insiti in ognuna di noi, non esistono avversari. Quando invece scendiamo in campo convinte di aver già vinto perché siamo la Torres, allora qualsiasi avversario ci può mettere in difficoltà.


La settimana prossima c’è l’andata dei quarti di finale della Champions League e la Torres volerà a Londra per giocare contro l’ Arsenal. Molte delle giocatrici che militano nel club inglese, le hai incontrate proprio a Cipro nella sfida con l’Inghilterra. C’è qualche elemento da temere in modo particolare? 

Nell’Arsenal ci sono 6 nazionali inglesi e 3 della Scozia, tutte molto brave tecnicamente e fisicamente. C’è da stare attente a tutte, dalla linea di difesa che non lascia spazi e crea superiorità costante anche in fase offensiva, fino alla linea di attacco che possiede tanta rapidità abbinata ad una tecnica efficace ed elegante,  ma non bisogna temere nessuno, se hai paura di perdere è sicuro che perdi 2 volte.
 
La Torres può ripetere l’impresa del Bardolino Verona che nel 2007/2008 grazie anche ai goal di Patrizia Panico raggiunse le semifinali, o magari può fare anche meglio?

 Quel Bardolino ha fatto l’impresa, la Torres non so fino a che punto può arrivare, io credo sempre di poter arrivare il più lontano possibile, senza illudersi di fare una passeggiata, sappiamo tutti delle nostre capacità ma siamo anche consapevoli della forza degli avversari.
 
Grandissima tifosa della Lazio,ti piace fare windsurf e ascoltare musica. Se potessi usare tre parole per descrivere Patrizia fuori dal campo?
 

Vivace, furba e coraggiosa, ma non sono molto diversa da come sono in campo.

V.
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Foto tratte da www.patriziapanico.it