“E’ un pugile dal K.O. facile, con i piedi di Fred Astaire”. Per meglio dire, è l’attaccante dei record del calcio femminile italiano: Chiara Gazzoli. La citazione dello scrittore Manuel Vasquez Montalban era rivolta al grande Ronaldo, idolo ed ispirazione di Chiara, ma ben si addice alle abilità calcistiche della “punta perfetta al femminile”. Pazza dell’Inter, fan sfegatata di Biagio Antonacci, di Vasco Rossi e… innamorata del suo cane “Ibra”.
Quattro scudetti (Milan 98/99, Foroni 02/03-03/04, Fiammamonza 05/06), tre Coppe Italia (97/98 Milan, Foroni 01/02, Torres 04/05) e tre Supercoppe Italiane (Milan 99, Foroni 2003, Fiammamonza 2006) compongono il suo palmares con i club, ma sul Trofeo più bello non ha dubbi: “Il primo e l’ultimo scudetto con Milan e Monza. In quel caso abbiamo vinto contro ogni pronostico e la festa è stata davvero incredibile. I titoli con il Foroni sono stati altrettanto belli, ma eravamo troppo forti”. Il record italiano di reti  in Serie A (54 gol nel 02/03 con il Foroni) ed il record di reti in una sola gara (12) rimangono il suo fiore all’occhiello: “Eravamo una squadra incredibile, e per me detenere quei record è motivo di grande orgoglio. Ricordo il giorno in cui ho battuto il record di Carolina (Morace, ndr) e la chiamata che le ho fatto. Mi ripose subito ‘non dirmi che mi hai superato’. Era l’ultima di campionato e grazie alle mie compagne riuscii a segnare 12 reti”.
Tanti allenatori hanno forgiato il suo carattere, tra cui Bertolini, Morace e Grilli il meglio del calcio femminile italiano: “Sono le mie preferite. Milena Bertolini è stata la mia prima insegnante, ha forgiato il mio carattere e a lei devo tanto per i miglioramenti che ho fatto a livello fisico. Con Morace avevo un rapporto diverso essendo il mister della Nazionale, ma devo dire che lei mi ha perfezionato con preparazione ed innovazione tattica. Infine Nazzarena Grilli, che mi ha allenato quando ero già matura e mi ha regalato la gioia dell’ultimo scudetto, facendomi migliorare a conclusione di un percorso incredibile”. Il centravanti però ha bisogno degli assist e nella carriera di Chiara le top players al suo fianco sono state davvero tante: “Ho giocato con dei talenti incredibili. Ma su tutte metto Rita Guarino, che con i suoi assist perfetti mi ha permesso di raggiungere il record con il Foroni. Per non parlare dei suoi insegnamenti che mi hanno aiutata nel corso di tutta la mia carriera”. Una menzione particolare anche per la compagna che vorrebbe sempre avere in squadra: “Federica D’Astolfo, in una mia ipotetica squadra non farei mai a meno di lei”. Oggi gli addetti ai lavori indicano in Daniela Sabatino l’erede di Chiara Gazzoli: “Si è vero (sorride, ndr), me lo dicono tutti. E’ una punta incredibile e le auguro di togliersi le mie stesse soddisfazioni. E’ ancora giovane e può solo migliorare, anche se ha già dimostrato di essere una grande calciatrice”

Un calcio femminile che sta cambiando e purtroppo non in meglio. Come esponente della “vecchia scuola” Chiara Gazzoli si rivolge alle giovani: “I tempi sono cambiati. Noi negli anni 80 e 90 avevamo poche possibilità di fare questo sport. Non esistevano le scuole calcio ed iniziare a 14 anni ci dava quelle motivazioni in più. Per noi era una conquista continua e davamo sempre più di quello che avevamo. Dico alle giovani di non lasciare nulla al caso e di sfruttare al massimo tutte le possibilità che si presentano. Attraverso il lavoro e la dedizione dovranno conquistare quello che il calcio femminile merita, sia a livello di club che di Nazionale. Dovranno far cambiare idea ai vertici del calcio affinché questo sport possa finalmente fare il passo decisivo verso il professionismo”. 

Anche a causa dei problemi del calcio femminile Chiara ha smesso presto di giocare, per dedicarsi al lavoro: “Purtroppo non si vive di calcio femminile. Ho trovato lavoro e non riuscivo a conciliare le due cose, dunque dopo una parentesi con il Kick Off (Serie A calcio a 5) ho deciso di smettere e dedicarmi al mio lavoro. Continuo a vivere di sport, non mi perdo un evento in tv ed ovviamente seguo la mia ‘amata’ Inter”.

La conclusione, più che scontata, riguarda la “ricetta dell’attaccante perfetto”. Chi meglio di Chiara Gazzoli può svelarla?: “La prima cosa è il lavoro per la squadra. Ogni attaccante deve lavorare per le sue compagne, per poi finalizzare il lavoro di tutte. E nei momenti in cui non arriva il gol, bisogna continuare a fare il massimo per il bene della squadra e senza pensarci … la palla entra in rete”.  
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