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» » » » » » Mancati accordi con le Federazioni: Spagna e Scozia sul piede di guerra


Spagna e Scozia si affronteranno Giovedì 27 Luglio a Deventer nell’ultima partita della fase iniziale di Euro2017. In comune non hanno solo il girone di appartenenza alla manifestazione, ma anche una situazione extra-campo “movimentata”. Entrambe le selezioni stanno vivendo o hanno vissuto momenti di tensione con le rispettive federazioni in occasione delle trattive sui contratti collettivi delle giocatrici nazionali. Non è la prima volta che calciatrici e organi federali si scontrano su questo tema. La nazionale statunitense fece un reclamo ufficiale sostenendo di percepire meno del 40% dei premi stabiliti per la squadra maschile, nonostante gli introiti commerciali prodotti da Carli Lloyd e compagne sia superiore. Le parti si accordarono dopo un anno di trattative stabilendo un piano a medio termine per raggiungere la parità economica di genere.

In Spagna le tensioni tra selezione e federazione proseguono dal Mondiale di Canada 2015. Al termine della manifestazione mondiale, prima partecipazione per le iberiche, le giocatrici chiesero le dimissioni del selezionatore Ignacio Quereda, accusato di scarsa pianificazione e gestione. Dopo una serie di incontri con i rappresentanti federali, ottennero la sua esclusione, ma non raggiunsero un accordo dal punto di vista economico. Le calciatrici convocate per il Mondiale canadese ricevettero a testa un premio compreso tra i 7 e 8 mila euro, in base alla squadra di provenienza e alle partite disputate. Le rappresentati della selezione si sono riunite più volte con la Federazione nei mesi passati, ma le proposte effettuate sono state rifiutate senza un’alternativa proposta. La RFEF ha fatto lo sforzo, minimo, di aumentare di 15-20 euro l’indennità per convocazione prevista oltre i bonus di 150 euro per partita disputata e ulteriori 150 per partita vinta solo per quanto riguarda gare ufficiali. Le tre capitane della selezione spagnola di questo Europeo, Marta Torrejon, Amanda Sampedro e Irene Paredes, dovranno sedersi al tavolo e negoziare un accordo al più presto se non vogliono partire per l’Olanda senza sicurezze economiche.

Le scozzesi hanno vissuto il mese di preparazione alla manifestazione continentale con forti tensioni e momenti di difficoltà. Per questo motivo, sin dall’inizio del ritiro hanno deciso di rifiutare ogni attività commerciale o con i media, scatenando le ire della federazione. Le calciatrice erano consce di recare un forte danno attraverso lo “sciopero del silenzio”, ritenuto necessario per far capire alla SFA (Scottish Football Association) e al resto della nazione la gravità della situazione. Solo alcune giocatrici scozzesi sono professioniste, o per lo meno hanno guadagnato durante le stagione tanto da potersi permettere di partecipare “tranquillamente” all’Europeo, mentre coloro che giocano nel campionato nazionale non hanno nessuna tutela economica. Nel Paese si è scatenata una disputa tra chi criticava la nazionale di essere attaccata al lato economico e non alla Nazione e coloro che sostenevano le ragazze per una questione di rispetto. Ad oggi un accordo è lontano da esser raggiunto, tuttavia non sono state rese note le richieste economiche per poterle giudicare.

Laura Brambilla

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