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» » » » » » » » L'esperienza internazionale nel calcio femminile. Intervista all'ex calciatrice della Torres e della Nazionale Pamela Conti


Due Campionati Italiani, cinque Coppe Italia, una Copa de La Reina e un Campionato Russo. Poche calciatrici possono vantare un palmares tanto ricco a livello internazionale. Una di queste è Pamela Conti, che nel corso dell'intervista in esclusiva per noi di L Football, ha raccontato le esperienze che ha vissuto e sta portando avanti tuttora nella sua vita.

Hai trascorso tanti anni in Sardegna vestendo la maglia della Torres per nove stagioni. Quali sono i ricordi più belli dell’esperienza sarda?
La prima cosa che mi viene in mente è l'atterraggio ad Alghero con una piccola borsa, la presentazione alla squadra, gli allenamenti, il primo gol contro l'Attilia Nuoro (Derby) e poi di conseguenza le vittorie tra scudetti e coppe.

Dopo gli anni alla Torres hai vissuto diverse esperienze all’estero in particolare in Spagna e in Russia, cosa ti ha colpito maggiormente e quali sono le differenze che hai riscontrato con l’Italia?
In Spagna tutto è diverso, da come ci si allena a come trattano le giocatrici. Penso si possa dire che loro hanno fatto un gran passo in avanti e noi ancora no. Quando ci giocavo io dicevo che in 10 anni sarebbero diventati davvero forti ed ecco qui la risposta. La Russia invece è un paese particolare , si lavora tantissimo fisicamente ed è un ottimo campionato per le tante straniere che vi partecipano.



In effetti il campionato femminile spagnolo è cresciuto molto negli ultimi anni, che opinione ti sei fatta dell’operato della Lega iberica? 
Stanno investendo molto nel calcio femminile , si sono resi conto che può risultare vantaggioso, senza dimenticare che anche il Barcelona ha una squadra femminile da sempre.

Hai vestito per 90 volte la maglia azzurra, partecipando a due UEFA Women’s Championship. Nel 2009 il sogno europeo si è interrotto nei quarti contro la Germania, vincitrice poi del torneo. E’ maggiore il rimpianto per la sconfitta di misura o la soddisfazione per aver ben figurato contro Nazionali ben più attrezzate?
Perdere contro la Germania ci sta, è sempre stata la migliore nazionale al mondo, ce la siamo giocata alla pari ed abbiamo anche rischiato di pareggiare con un colpo di testa di Patrizia Panico. Comunque alla fine partecipare ad un Europeo ti rende sempre orgoglioso e noi lo eravamo.

Terminata la carriera agonistica hai deciso di aprire una scuola calcio nel quartiere di Palermo in cui sei cresciuta. Quali sono i principi base della scuola Calcio Pamela Conti? 
Ho girato tanto negli ultimi anni e cosi ho deciso di portare a Palermo un po' della mia esperienza. Le basi fondamentali sono l'educazione ed il rispetto verso il proprio compagno ed avversario. Togliendo questo cerchiamo di lavorare seriamente e con professionalità.

Puntate molto sul perfezionamento della tecnica individuale, ritieni che sia fondamentale per la crescita di una calciatrice?
La tecnica individuale penso sia fondamentale ed indispensabile per qualsiasi giocatore al mondo. Più forte sei tecnicamente e meglio gioca la tua squadra. Non conosco ancora nessun giocatore al mondo che abbia vinto il pallone d'oro con una tecnica mediocre. Io provo a formare giocatori tecnicamente forti ed intelligenti.

Vista la tua lunga esperienza ai massimi livelli, cosa manca al calcio femminile italiano per crescere come movimento e ridurre il gap con le migliori organizzazioni calcistiche europee?
Bella domanda, l'ho ripetuto tantissime volte, l'interesse deve essere comune. La Fiorentina ha vinto lo scudetto e la coppa , adesso ci sarà anche la Juve e presto altre club maschili faranno il primo passo. Da lì si costruirà il futuro. Impegno economico e visibilità .

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