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» » » » » » » » » "I club calcistici devono capire che la squadra femminile è una grande opportunità". Intervista a Luca Vargiu Cuneo Calcio Femminile.

Abbiamo il piacere di intervistare Luca Vargiu, responsabile della gestione tecnico-sportiva del Cuneo Calcio Femminile.
Prima di occuparsi di calcio femminile, ha svolto per molti anni la professione di agente dei calciatori, con la passione per la scrittura. Tre le sue pubblicazioni, "Procuratore? no grazie”, “Oltre la linea - Viaggio nell'inferno del calcio giovanile” e “Contrasti, storie di calcio sospeso”. Quest'ultimo racconta 11 storie con 11 personaggi particolari, che vivono le loro passioni con coraggio, nonostante avversità, fisiche o esterne. Nel corso delle pagina ha toccato temi sensibili e di attualità, come la disabilità e l'omosessualità.

Cosa l'ha spinta a raccontare le sue esperienze con i ragazzi dei settori giovanili nel corso dei primi due libri da lei pubblicati? 
Quando ho iniziato la mia attività di agente di calciatori decisi di concentrarmi ovviamente sui ragazzi più giovani, non essendo un nome affermato e non arrivando dal mondo del pallone. Ho dovuto andare a cercare i talenti (e non è certo facile) in giro per l'Italia e una volta individuati, proprio perchè perfetto sconosciuto, ho faticato molto per convincerli ad essere aiutati da me. Ho conosciuto molte persone, incontrato tanti “pallonari” e scoperto che a voler seguire le regole e ad avere un etica si rischia di essere dei perdenti in questo strano mondo. Quasi per reazione alle porte in faccia prese, ho raccolto tutte le avventure più particolari e i momenti più difficili vissuti in un piccolo diario. L' ho fatto leggere, è piaciuto e da lì ho iniziato a raccontare nei libri e attraverso il mio blog le situazioni che i più preferiscono non raccontare.


In passato si è definito un procuratore "in pausa", nel Luglio 2016 è diventato responsabile della Gestione Sportiva al Cuneo Femminile. Quali sono state le motivazioni alla base del passaggio al femminile?
La deregulation del 2015 e l'abolizione dell'albo agenti hanno solo certificato l'incapacità e la non volontà di qualificare la figura dell'agente aprendo il mercato a chiunque, cosa che già accadeva vista l'assenza di controlli. Per questo motivo ho deciso di non proseguire come procuratore. Nei primi mesi del 2016 mi sono avvicinato al calcio femminile tramite  un convegno organizzato a tema sport al femminile e ho deciso di conoscere meglio  questo mondo. Approfittando della presenza non lontano da casa del Cuneo CF, ho chiesto al Presidente e allo staff il permesso di “spiarli” durante gli allenamenti e in gara e mi sono ritrovato a festeggiare la promozione in Serie A delle ragazze. Mi ero reso conto di avere voglia di mettere a disposizione le mie competenze e professionalità per aiutare la società a crescere.

Quali erano gli obiettivi che vi eravate prefissati ad inizio stagione sia dal punto di vista sportivo che societario?
Dal punto di vista sportivo, in un campionato con un format assurdo che prevede per sei squadre su dodici il rischio retrocessione, che avviene direttamente per per due e tramite i play out per le altre quattro, l'obiettivo principale era quello di puntare alla salvezza diretta. Dal punto di vista societario, data la difficoltà a trovare le risorse per portare avanti i progetti e garantire un futuro stabile e tranquillo si è cercato di trovare partners che volessero condividere i programmi. Ovviamente è stato ed è tuttora complicato.

Quest’anno avete centrato la salvezza evitando i Play Out. Aspirate ad una posizione superiore in classifica per il prossimo anno?
La salvezza diretta viste le tante difficoltà incontrate fin dall'inizio è equiparabile ad uno scudetto. Devo e voglio sempre ringraziare il gruppo – staff tecnico e squadra – che nelle difficoltà, soprattutto nel girone di ritorno, ha risposto alla grande sul campo. Per il prossimo anno puntiamo a consolidare posizione e alimentare le ambizioni.



La Presidentessa Eva Callipo ha sottolineato l’importanza del sostegno, economico e strutturale, da parte delle società maschili. La permanenza in Serie A potrebbe portare ad una partnership con il Cuneo maschile? 
Sicuramente nel momento in cui le società professioniste capiranno che la parte femminile del pallone rappresenta un'opportunità e non “solo” un imposizione della FIGC le cose cambieranno. Come dimostra l'esempio della Fiorentina, la strada è aperta e ragionare sul mondo femminile in modo serio e in anticipo sugli altri è un vantaggio. Non so se i tempi siano maturi a Cuneo per un progetto comune, ma credo che questa sia la via migliore per entrambe le società.

Nel corso di “Contrasti, storie di calcio sospeso” ha sottolineato la mancanza dello status da professionista per le calciatrici. In questo suo primo anno di calcio femminile, quali sono gli aspetti negativi e positivi che l’hanno colpita maggiormente?
Le donne sportive in generale se non facenti parte dell'arma non sono riconosciute come professioniste. Un'assurdità enorme che molti nemmeno conoscono. Una donna che pratica sport lo fa per solo per hobby. Oggi funziona così. Non serve aggiungere altro, occorre che qualcuno riconosca questa disparità e intervenga di modo che non ci siano queste distanze.

In base alla sua esperienza nel calcio, sia maschile che femminile, cosa si potrebbe fare per favorire la crescita del movimento calcistico italiano?
Per il calcio maschile credo che una maggiore attenzione, reale, seria e professionale ai settori giovanili sia il modo migliore per avere un futuro migliore. Oggi si investe poco e sono davvero poche le società che ragionano sui giovani in modo serio. Per il calcio femminile invece oltre agli investimenti che non arrivano, c'è tutto da conquistare a partire dallo spazio e dalla dignità. La strada da fare è ancora tanta ma qualcosa piano piano si sta muovendo.

Intervista di 
Laura Brambilla

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