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» » » » Il modello dei Centri Federali Territoriali per lo sviluppo del Calcio Femminile

Il programma di valorizzazione del calcio giovanile, femminile e maschile, si basa fortemente sullo sviluppo dei Centri Federali Territoriali. Sul modello tedesco e belga, è stato rinforzato il ruolo di questi Centri per permettere lo sviluppo di giovani calciatori e calciatrici, in parallelo con quello nelle squadre di appartenenza. I Centri Federali Territoriali rappresenteranno il polo territoriale di eccellenza per la valorizzazione e formazione tecnico-sportiva tra i 12 e i 14 anni. Parteciperanno ai progetti 150 mila ragazzi 3,5 mila ragazze, supportati da 1200 tecnici qualificati. Il progetto quinquennale (2015-2020) prevede la creazione di 200 Centri ripartiti sul territorio nazionale, uno ogni 30/40 km circa. 


Per quanto riguarda il calcio femminile, i Centri Federali Territoriali mirano a garantire opportunità di crescita sia a livello qualitativo che quantitativo. Saranno fondamentali il coordinamento e la creazione di sinergie con le società del territorio, per permettere la migliore esperienza possibile alla giovane ragazza. L’obiettivo è la formazione di una Rappresentativa Under 15 per ogni regione, attraverso la monitoraggio delle migliori giocatrici del territorio. Nel corso delle sedute di allenamento, verranno sviluppati i principi della tecnica individuale e della sua applicazione nelle situazioni di gioco. L’obiettivo è la formazione della calciatrice “pensante”, fuori e dentro del campo, grazie alla sensibilizzazione alla cultura del lavoro e del rispetto. Le giocatrici verranno seguite da uno staff tecnico e organizzativo, oltre che da altre figure di supporto come psicologo, medico alimentarista e fisioterapista. 



“Sulla carta” il progetto dei Centri Federali Territoriali non può che spingere lo sviluppo del calcio femminile, sia da un punto di vista tecnico che organizzativo. Il monitoraggio delle calciatrici sin dalla giovane età consente ai Responsabili delle Selezioni Regionali e Nazionali di conoscere al meglio i talenti del panorama nazionale. Durante gli allenamenti, le ragazze acquisiranno delle conoscenze “standardizzate”, valide in tutto il Paese e fondamentali sia per il loro sviluppo che per un’eventuale futura esperienza in Nazionale, come accade con i principi base impartiti nei settori tecnici di Belgio e Germania. 



Dal punto di vista pratico, sono emersi i primi aspetti negativi del progetto. Nella lettera inviata ai massimi vertici federali, Giuseppe Cesari, Presidente del Brescia Calcio Femminile, ha evidenziato i disagi creati dai CFT ai genitori e alle società. In particolare viene accusata da Cesari la mancanza, grave, della copertura assicurativa, assente nelle manifestazioni delle Rappresentative e non obbligatoria come accade per gli eventi organizzati dalle società. E’ in vigore solo quella della LND, ritenuta inadeguata a coprire i costi di un eventuale infortunio.



I presupposti per un’iniziativa di successo ci sono, rimane da migliorare il coordinamento con le società e le famiglie e alcuni aspetti “burocratici” di fondamentale importanza.

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